"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
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PRC, PdCI, SD e Verdi a sostegno dei marittimi in lotta PDF Stampa E-mail
venerdì 26 ottobre 2007

La vertenza dei marittimi dello Stretto è divenuta emblema cittadino della reazione dei lavoratori contro il sistema prodotto dalla violenza liberista e assecondato dalla “timidezza” della politica.

Il secondo sciopero dei marittimi del vettore di traghettamento privato Caronte&Tourist,  giunge a coronamento di un percorso di lotta, senza precedenti, iniziato dai precari di RFI e trasferito a tutta la categoria sfruttando le ragioni dell’unità.

La Sinistra di Messina sostiene il piano rivendicativo dei lavoratori che sfocia nell’odierna protesta, cedere all’ennesimo dictat del Gruppo Franza equivarrebbe a rafforzarne la posizione arroccata sull’arroganza del potere economico che tende a declassare il sistema contrattuale in semplice contrattazione privata dei salari e dei diritti.

Sfiorano il paradosso le recenti dichiarazioni di difficoltà economica rilasciate dai vertici aziendali per glissare sulle legittime richieste dei lavoratori; i tagli ai livelli occupazionali, figli della limitazione delle tabelle minime di sicurezza, rappresentano un consistente ritorno economico che l’armatore non ha esitato ad incassare in tempi da record, omettendo, fra l’altro, di riconoscere le 20 assunzioni a tempo indeterminato promesse in sede ministeriale.

A nostro avviso non è più sostenibile il sistema per cui anche Rete Ferroviaria Italiana si traveste da improbabile competitore nel mercato dei trasporti producendo, di fatto, la privatizzazione dei ricavi e la gestione pubblica dei costi.

Il diritto universale alla mobilità non può essere lasciato in mano al decisionismo sfrontato del capitalismo cittadino che guarda con occhio cinico solo alla lievitazione dei bilanci porgendo l’orecchio sordo alle richieste di ottimizzazione del servizio, d’innalzamento dei livelli di sicurezza e di superamento definitivo della precarietà.

Limitarsi all’effimera solidarietà sarebbe una triste rivisitazione del passato, vogliamo essere soggetto attivo a partire dalla lotta dei lavoratori e la coraggiosa categoria dei marittimi ci troverà partecipi nel rompere il muro di silenzio costruito dalle politiche neo liberiste che avvelenano l’esistenza e il futuro di milioni di persone.

Messina 26 ottobre 2007

Partito della Rifondazione ComunistaPartito dei Comunisti ItalianiSinistra DemocraticaVerdi
 

D. Ialacqua

 

A. Bertuccelli

 

S. Morabito

 

A. Carbone




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