Sit-In il 7 gennaio ore 10 davanti alla Provincia Regionale. Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della democrazia a mobilitarsi con noi per abbattere un sistema di potere, che è in piedi da decenni e sembra inamovibile, grazie anche alle compiacenze della “finta opposizione”.
Il Partito dei Comunisti Italiani, appena apprese dagli organi di informazione che il dott. Giovanni Ricevuto era indagato, assieme al Rettore dell’Università di Messina, Francesco Tomasello, nell’ambito della vicenda giudiziaria relativa ad un posto di medico del lavoro presso il Policlinico, assegnato (illecitamente, secondo la magistratura) a Umberto Bonanno, esponente di Forza Italia, chiese immediatamente le sue dimissioni da Presidente della Provincia, visto che su di lui gravavano pesanti imputazioni, come quella di aver rilasciato attestazioni a favore di Bonanno, decisive per vincere il concorso, sulle quali i giudici nutrivano forti dubbi. La posizione di Ricevuto, nel frattempo, è peggiorata. Nel corso dell’incontro di fine anno con i giornalisti, egli avrebbe dichiarato, sempre secondo la stampa, sinora non smentita, di non “riconoscere” il Partito dei Comunisti Italiani, aggiungendo: “Se dovessimo far tutti un passo indietro di fronte ad ogni intervento dei giudici inquirenti, allora si fermerebbe il mondo”. Ma è facile obiettare che i partiti ed il loro ruolo di strumento della partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese, nonché la funzione inquirente della magistratura, sono riconosciuti dalla Costituzione, alla quale Ricevuto ha prestato giuramento. Il PdCI chiede, pertanto, che le autorità competenti rimuovano il Presidente della Provincia dalla carica ricoperta, avendo egli violato alcuni principi fondamentali della Costituzione. Reitera, altresì la richiesta di rimozione forzata del Rettore dell’Università di Messina. Ma Ricevuto ha rincarato la dose. Sempre secondo i mass-media, avrebbe dichiarato che gli oppositori sono dei “perditempo” che non “rappresentano nessuno”. Eppure questo signore è stato, fino a qualche lustro fa, tra i massimi dirigenti di un partito che si definiva “socialista” e che pretendeva di rappresentare la vera “sinistra democratica” italiana. Di fronte ad imputazioni e ad atteggiamenti così gravi ci aspettavamo che anche il Partito Democratico chiedesse le dimissioni di Ricevuto. Ma i democratici messinesi tacciono, in preda alle lotte intestine e alla confusione ideologica. Basti pensare – solo per fare un esempio – che a Castroreale, alcuni mesi fa è stato eletto un sindaco in quota PD con i voti determinanti della destra estrema, la quale ha espresso, nell’ambito della stessa compagine amministrativa, un assessore e un consigliere. La situazione istituzionale a Messina è molto grave. Sono coinvolti in vicende giudiziarie, a vario titolo, il Presidente della Provincia, il Rettore dell’Università, sua moglie, docenti universitari, giudici. E’ necessario girare pagina. Il primo passo deve venire dal basso. Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della democrazia a mobilitarsi con noi per abbattere un sistema di potere, che è in piedi da decenni e sembra inamovibile, grazie anche alle compiacenze della “finta opposizione”.
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