Come hanno votato i parlamentari dell’Mpa al decreto sulla scuola? La Provincia regionale di Messina versa più di 116.000 euro l’anno ai frati Cappuccini, per l’affitto di vecchi locali e nel contempo il governo urla contro gli sprechi nella scuola e, per rimediare, licenzia gli insegnanti.
Continua la “telenovela” della scuola. Il segretario regionale dell’Mpa grida a destra e a manca contro i tagli ai posti di sostegno, ma dimentica di dire che essi sono stati deliberati, in sede di legge finanziaria, dal governo Berlusconi, del quale il suo partito fa parte. Il Partito dei Comunisti Italiani si permette, altresì, di chiedere se i parlamentari dell’Mpa hanno votato a favore o contro il decreto sulla scuola approvato dal Parlamento in questi giorni. La “mitica” seconda convocazione, che era stata ventilata per il 10 ottobre, per il recupero di una trentina di cattedre di sostegno – a fronte di 166 posti tagliati nella nostra provincia –, sembra ormai definitivamente tramontata. La stampa informa che il dirigente scolastico del liceo “La Farina” di Messina, Pio Lo Re, nel corso di un incontro tra il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Gustavo Ricevuto, e i capi d’istituto di tutta la provincia, ha domandato se sono stati commessi “errori” nei tagli ai posti di sostegno. Il Partito dei Comunisti Italiani si permette di girare la domanda alla magistratura messinese. Nel contempo, sempre a mezzo stampa, un altro dirigente scolastico, Antonino Smiroldo, rivela che la Provincia regionale di Messina versa più di 116.000 euro l’anno ai frati Cappuccini, per l’affitto di vecchi locali, in quanto non è possibile utilizzare al meglio i nuovi locali, recentemente costruiti a beneficio dell’Ipsia di Barcellona Pozzo di Gotto. Eppoi il governo urla contro gli sprechi nella scuola e, per rimediare, licenzia gli insegnanti. Il Partito dei Comunisti Italiani chiede che anche sulla vicenda degli affitti d’oro, riguardanti l’Ipsia e gli altri istituti della provincia, faccia luce la magistratura. Si augura, infine, che la nomina del Procuratore Lo Forte renda più incisiva l’azione dei giudici messinesi e che i cittadini non debbano rimpiangere i tempi lontani in cui il pm Aldo Cavallari metteva sotto processo il baronato universitario, senza guardare in faccia nessuno. La Federazione Provinciale PdCI Messina
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