SCUOLA. In 10 mila a Messina protestano contro il decreto Gelmini
giovedì 30 ottobre 2008
Un lungo, pacifico corteo partito oggi alle ore 9 da Piazza Cairoli ha attraversato la città fino al Palazzo del Governo. La scuola messinese si ribella alla Gelmini.
L’imponente corteo ha visto la partecipazione di tanti insegnanti, studenti delle medie ed universitari, ed anche di ragazzini delle scuole elementari.
L’imponente corteo ha visto la partecipazione di tanti insegnanti, studenti delle medie ed universitari, ed anche di ragazzini delle scuole elementari.
Una manifestazione così non si vedeva dai cortei No Ponte, secondo la Cgil, che annuncia: "in piazza siamo oltre dieci mila". Viene inoltre sottolineato come non siano tante le bandiere dei gruppi sindacali che sventolano sulla testa dei manifestanti, e questo “a dimostrazione – afferma la CGIL - che quella di oggi è una protesta da cui tutti, indistintamente, si sentono coinvolti”.
Per la Polizia Municipale "dieci mila è eccessivo. Potrebbero essere la metà. Ma non ne siamo sicuri".“Sono state impegnate circa una decina di pattuglie della Poliza Muncipale – dichiara il comandante Calogero Ferlisi -, per un totale di circa 20-30 uomini, al fine di attenuare i disagi dei cittadini che non stannno prendendo parte al corteo. Nonostante tutto però - spiega il comandante - la viabilità ne sta risentendo parecchio".
Presenti studenti di tutte le scuole messinesi, insegnanti-precari, e anche ragazzini delle scuole elementari che intonano filastrocche e coretti. Sono loro, con le maestre, a guidare il corteo. Accanto agli striscioni "classici" ("No alla Gelmini", "basta con i tagli"), anche cartelloni più originali: "Stella stellina la fine della scuola si avvicina".
"Anche se è legge noi non ci arrendiamo - dicono alcuni studenti dell'Istituto d'Arte Ernesto Basile - "troppi tagli e ore in meno per le materie specialistiche. Per non parlare delle elementari: perché tornare al maestro unico?".
”Sembra una riforma - dicono gli insegnanti - ma non si occupa di ciò che è veramente importante. Pensa solo a tagliare un comparto che non merita riduzioni di alcun tipo".
“Ho lavorato su questo tutta la notte -dice Giacinta Previte, studentessa universitaria disoccupata ed esponente dei Comunisti Italiani a Messina – mostrandoci il suo variopinto cartellone che recita: Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.
Come darle torto?
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