IL PDCI: NOI C’ERAVAMO. SIAMO PIU’ TENACI DEL TEMPO, PIU’ FORTI DEI MALI. NOI RESISTEREMO
Il sit-in, organizzato dal Partito dei Comunisti Italiani, il 7 gennaio scorso, davanti a Palazzo dei Leoni, per chiedere che venissero rimossi il Presidente della Provincia e il Rettore dell’Università di Messina, entrambi indagati, non aveva lo scopo di mostrare i muscoli, visto che il nostro è un piccolo partito, ma solo di compiere un primo atto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica cittadina, per farla uscire dallo stato di narcosi in cui l’hanno ridotta decenni di potere assoluto, come tale, non sottoposto ad alcun controllo, anche a causa della latitanza di chi doveva opporsi. Questo obiettivo, grazie ad un volantinaggio, è stato raggiunto. Il secondo obiettivo era quello di verificare quali, tra le forze politiche, volevano veramente le dimissioni di Ricevuto e di Tomasello e quali, invece, si erano limitate a dare un’adesione formale al sit-in, “obtorto collo”, per evitare che venisse alla luce il loro ruolo di “ruota di scorta” del sistema di potere instaurato in città e in provincia. L’assenza alla manifestazione da parte di Rifondazione Comunista, che pure aveva aderito pubblicamente, è, in tal senso, significativa, e si commenta da sola. Il terzo obiettivo era quello di scatenare le contraddizioni che esistono nell’ambito del centro-destra. E così è stato, visto che l’on. Briguglio, che rappresenta almeno mezza Alleanza Nazionale, ha usato parole infuocate all’indirizzo di Ricevuto e della sua gestione amministrativa della Provincia. Ma AN dimostra di non avere alcuna coerenza, visto che non trae le conclusioni dalle dichiarazioni di Bruguglio, che non possono non consistere nel ritiro dell’appoggio all’amministrazione guidata da Ricevuto, il quale ha assunto un atteggiamento “craxiano” di resistenza ad oltranza. Il centro-destra è allo sbando e, nonostante la forza dei numeri, riesce solo a litigare, non a governare, con grave danno per i cittadini che l’hanno votato massicciamente. Noi del PdCI al sit-in c’eravamo e vogliamo continuare a fare opposizione seria, perché essa è stata confortata da risultati tangibili. Tant’è che il Tribunale della Libertà ha confermato la sospensione dalle funzioni del Rettore dell’Università di Messina. Ha vinto, dunque, la linea della fermezza, non quella compromissoria del Partito Democratico, il quale si trova in notevole imbarazzo: non può chiedere le dimissioni di persone indagate, perché esso stesso è investito a livello nazionale da una tremenda bufera giudiziaria. In provincia di Messina, inoltre, porta avanti una linea politica “trasversale”, tanto che amministra comuni come quello di Castroreale addirittura assieme all’estrema destra, esprimendo il sindaco. Sarà difficile liberarsi dei comunisti, della loro azione coraggiosa di denuncia, della loro coerenza e della loro intransigenza. Vogliamo qui ricordare le parole di Umberto Terracini, pronunciate durante il ventennio fascista: “Siamo più tenaci del tempo, più forti dei mali: noi resisteremo”. La federazione provinciale PdCI Messina
|
- Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
- Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
- E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
- Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
- Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.
|
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com All right reserved |