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sabato 25 giugno 2011 |
L’Università di Messina si appresta a porre in gara il servizio di tesoreria con un bando “tarato” su una banca in odore di santità. di Antonio Bertuccelli*
Anche a Messina la speculazione finanziaria ha cominciato a muoversi con maggiore disinvoltura, con iniziative che, in prospettiva, possono creare le condizioni per autentiche “guerre finanziarie” sulla pelle dei messinesi.La notizia, anzi la “bavetta” che da giorni circola in città, è quella che l’Università si appresta a porre in gara il servizio di tesoreria con un bando “tarato” su una banca in odore di santità.Fin qui, nulla di eccezionale o di sconvolgente. Ciò che ci domandiamo è come mai la nuova banca, che, a quanto pare, ha già conquistato anche Ente Fiera, Ospedale Papardo, Collereale e forse anche altri Enti, più o meno pubblici , riesce ad ottenere così largo credito a Messina, città dove gli sportelli finanziari proliferano incomprensibilmente? Quali vantaggi ne traggono gli enti interessati? Quali i benefici per i lavoratori? Sarebbe interessante poter leggere il bando pubblico di gara. *Segretario provinciale Pdci Messina
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