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Approvato per acclamazione.
Il Pdci di Messina denuncia la demagogia della destra supportata dal PD locale, e invita PRC al processo costituente per costruire una seria ed intrasigente opposizione
Il Partito dei Comunisti Italiani comunica che il suo Comitato Centrale, su proposta delle Federazioni di Messina e di Palermo, nella riunione tenutasi a Roma il 13 settembre u.s., ha approvato per acclamazione un ordine del giorno, con il quale “esprime solidarietà agli insegnanti, al personale ATA, alle famiglie in lotta contro i tagli varati dal governo Berlusconi nel settore della scuola – in particolare di quella elementare – , che hanno colpito, fra l’altro, in maniera vergognosa, l’insegnamento di sostegno ai disabili e che minacciano di essere ancora più consistenti a partire dal prossimo anno, con il ritorno alla figura "mitica" del maestro unico. Questi tagli non hanno alcuna motivazione culturale, ma rispondono ad una logica ragionieristica di cassa” e rappresentano, nel contempo, “un modo per distruggere la scuola pubblica a favore delle scuole private”.Il partito, inoltre, “si impegna a sostenere le manifestazioni e gli scioperi che si svolgeranno nei prossimi mesi”. Il PdCI di Messina denuncia il comportamento demagogico dei rappresentanti istituzionali del Popolo della Libertà, i quali, da un lato, hanno votato in Parlamento, in sede di approvazione della legge finanziaria, a favore dei tagli decisi dal governo Berlusconi relativamente all’insegnamento di sostegno, e, dall’altro, hanno approvato in Consiglio provinciale un documento, proposto dal Partito Democratico, che si oppone ai suddetti tagli e che non ha alcuna rilevanza pratica. Come hanno votato, in sede di finanziaria, il sen. Nania e gli altri parlamentari messinesi del Popolo della Libertà, nonché del Movimento per l’Autonomia, quando si è deciso di tagliare le cattedre di sostegno? Era quella la sede decisionale competente e lì bisognava esprimere la propria contrarietà, perché il Consiglio provinciale e il Parlamento regionale non hanno alcun potere decisionale in materia. Il Partito Democratico, che ha dato vita al Parlamento nazionale ad una opposizione blanda, ora si sveglia a Palazzo dei Leoni e fa da spalla alla maggioranza di destra, nella logica dei due compari. L’on. Panarello (PD), riavutosi dal letargo estivo, scrive alle autorità regionali. O non ha capito che è competente il governo nazionale o fa anche lui demagogia. Solo Francantonio Genovese, che è parlamentare nazionale, non interpella nessuno. Gli insegnanti di sostegno e le famiglie dei disabili chiedono drammaticamente aiuto, ma i mestieranti della politica giocano a fare i sordi. Intanto, la fantomatica seconda convocazione, preannunciata per il 15 settembre, che, grazie all’ “intercessione” di Raffaele Lombardo, doveva portare al recupero di 33 posti di sostegno (su 166 tagliati), non c’è stata. Il Paese ha bisogno di un governo autorevole e di un’opposizione seria ed intransigente. Rinnoviamo al Partito della Rifondazione Comunista l’invito a partecipare al processo costituente volto a riunire tutti i comunisti in un solo partito. Chi non vuole un solo Partito comunista in realtà non ne vuole nessuno, perché, divisi, l’incisività dell’azione politica diminuisce, a tutto detrimento dei lavoratori e dei cittadini.
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