Sabato 28 agosto. 4000 partecipanti al corteo contro il Ponte sullo Stretto. L’adesione della FdS
La Rete No Ponte: Questo è stato il corteo No Ponte: un’invasione gioiosa e pacifica dei luoghi destinati ad essere stravolti dai cantieri del Ponte sullo Stretto. Un lungo e colorato serpentone ha percorso le vie di Torre Faro in un contesto di grande solidarietà certificato dalle tante bandiere appese ai balconi. 4000 mila partecipanti, in quella che è stata di gran lunga la manifestazione più numerosa svoltasi a Capo Peloro, hanno ribadito la contrarietà al “mostro sullo Stretto” definito inutile, devastante e fortemente costoso in termini di risorse pubbliche. D’altronde la messa in moto delle trivelle e l’avvio del monitoraggio ambientale, seppure in un contesto di resistenza da parte della popolazione interessata, segnalano l’intenzione del Governo nazionale di volere insistere nel processo di continuo trasferimento di risorse pubbliche nelle tasche dei grossi contractor che si nutrono di appalti pubblici. In questo modo, seguendo un iter lento, stanco e confuso, contraddistinto dai mille rinvii, viene tenuto aperto un canale di spesa che impedisce qualsiasi altra prospettiva per il nostro territorio. Il corteo di Torre Faro ha dimostrato che il movimento che si oppone al Ponte e che chiede che le risorse ad esso destinate vengano utilizzate per infrastrutture prossime ai cittadini, per strade, ferrovie, per il potenziamento dei trasporti pubblici nello Stretto, per la messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del territorio è in crescita. Il 2 ottobre questo movimento sarà nuovamente in piazza, questa volta a Messina centro, in occasione dell’anniversario delle frane che hanno causato la morte di decine di persone nella zona sud di Messina. Sarà quella l’occasione per chiedere che si ponga fine all’inutile scempio di territorio e risorse pubbliche che è il ponte e si avvii una significativa messa in sicurezza del territorio attraverso politiche condivise e partecipate.
Presente alla manifestazione la Federazione della Sinistra Siciliana. “Il progetto del Ponte – dicono Luca Cangemi (PRC), Salvatore Petrucci (PdCI), Concetto Scivoletto (Socialismo 2000) e Pietro Milazzo (Lavoro e Solidarietà) - si rivela ogni giorno di più un affare utile solo ai settori più retrivi dell’economia e della politica mentre sempre più alti appaiono i costi per la società in termini di spreco di risorse pubbliche, di devastazione del territorio, di rottura di meccanismi di controllo democratico”. “Tutto ciò – continuano i dirigenti siciliani della FdS - appare particolarmente grave a fronte di una situazione sociale sempre più drammatica in provincia di Messina, così come in tutta la Sicilia”. “Ribadiamo la necessità di chiudere la lunga e vergognosa storia del progetto del Ponte - che, come ricordato da autorevoli studiosi ed economisti, nessun vantaggio apporterà ai siciliani sul piano occupazionale, mentre riempirà ulteriormente le casse della mafia finanziaria - e di aprire la stagione dell’impegno sui reali problemi della nostra Isola e del Mezzogiorno: primo fra tutti il lavoro”.
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