Università. Il PdCI conferma la richiesta di dimissioni o di rimozione del Rettore
martedì 18 novembre 2008
Invito alle forze politiche progressiste a far conoscere il loro orientamento e, alla magistratura, affinché indaghi sulle numerose “omonimie” rilevate dalla stampa nell’ambito del corpo docente dell’Università di Messina.
La posizione del Partito dei Comunisti Italiani, relativamente alle vicende giudiziarie che hanno interessato il Rettore dell’Università di Messina, è stata sin dall’inizio, a differenza di altre, molto chiara, per nulla improntata allo scandalismo, come risulta ampiamente dai documenti da esso emessi, dei quali la magistratura è già a conoscenza, in quanto le sono stati trasmessi nella loro interezza.
Non è compito del partito, bensì dei giudici, stabilire l’innocenza o la colpevolezza del Rettore.
Il PdCI ragiona su dati di fatto oggettivi, resi noti attraverso la stampa. E’ stata la magistratura a rinviare a giudizio il Rettore e ad aprire un’inchiesta sulla moglie, Carmela Grasso, per vicende tutte legate all’Università di Messina.
In conseguenza di questi dati oggettivi, il partito ha chiesto le dimissioni o, in mancanza, la rimozione del Rettore, perché, a suo giudizio, è l’unico modo per consentire a Francesco Tomasello di difendere nelle sedi giudiziarie opportune la propria onorabilità.
Il PdCI conferma con forza la richiesta di dimissioni o di rimozione. Conferma, inoltre, la propria richiesta, rivolta alla magistratura, affinché indaghi sulle numerose “omonimie” rilevate dalla stampa nell’ambito del corpo docente dell’Università di Messina.
E’ il caso di accertare giudiziariamente, una volta per tutte, se i concorsi che avrebbero riguardato parenti di docenti e di impiegati si sono svolti regolarmente, se i candidati in questione concorrevano con altri o solo con se stessi, se altri eventuali candidati si sono ritirati e se ciò è avvenuto spontaneamente. Le indagini sui suddetti profili contribuirebbero a difendere l’onorabilità dell’Università di Messina e a fare quella chiarezza che dovrebbe interessare tutti.
Intanto, la stampa aggiunge altri elementi che vanno accertati.
Il settimanale “Panorama” (20/11/2008), che non ha simpatie di sinistra, in un ampio servizio firmato da Antonio Rossitto, si sofferma sulla istituzione della sede staccata dell’Università di Messina sorta a Barcellona Pozzo di Gotto. Per tale istituzione, sostiene il giornale, furono stanziati, con legge del 2003, “ben 7,5 milioni di euro da spalmare in tre anni”. Prosegue il giornalista: “Primo firmatario fu il senatore del Popolo della libertà, Domenico Nania. Un aiuto disinteressato? Non proprio: il politico è di Barcellona, dove è sindaco il cugino Candeloro Nania. Unico requisito per avere il finanziamento: creare indirizzi particolarmente innovativi. E l’estro non mancò: nacquero così mediazione culturale per l’integrazione multietnica e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo”. “Panorama” riporta, infine, le presunte dichiarazioni di un docente, Dario Caroniti, il quale avrebbe affermato: “Il decentramento selvaggio è una delle cause del crollo delle università, serve solo ad aumentare cattedre e poltrone. Si assumono docenti a contratto: impiegati, assistenti sociali e insegnanti delle superiori. Mentre quelli di ruolo viaggiano malvolentieri”.
Una domanda sorge spontanea: anche all’Università di Barcellona Pozzo di Gotto proliferano i docenti a contratto, scelti tra “impiegati, assistenti sociali e insegnanti delle superiori”?
Il PdCI chiede che la magistratura indaghi, per rispettare l’onorabilità di tutti e per verificare se il denaro pubblico è stato speso oculatamente.
Il PdCI apprende con piacere che il Partito della Rifondazione Comunista si è associato alla sua richiesta di dimissioni del Rettore, Francesco Tomasello. Invita il Partito Democratico, l’Italia dei Valori e le altre forze politiche progressiste a far conoscere il loro orientamento in merito.
Antonio Bertuccelli, segretario provinciale PdCI Messina
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