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UNIVERSITA'. "MANCU CU' L'ACQUA CAUDDA" PDF Stampa E-mail
giovedì 20 novembre 2008

Sample Image"NEANCHE CON L'ACQUA CALDA".

Prima il PdCI, poi PRC e ora anche i senatori del Pd chiedono le dimissioni o la revoca del Rettore Francesco Tomasello, che replica .... e non si dimette.

Interrogazione urgente dei senatori Anna Finocchiaro, Presidente del Gruppo del Pd, Benedetto Adragna, Costantino Garaffa, Giuseppe Lumia, Anna Serafini, Antonio Papania, al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, per chiedere la sospensione di Tomasello dall’incarico di Rettore.

Una interrogazione urgente al ministro della Pubblica Istruzione e dell’Università Mariastella Gelmini per sapere “se intende costituirsi parte civile a tutela dell’immagine del sistema universitario” e ancora “se intende sospendere cautelativamente dal servizio il Rettore dell’Università di Messina, rinviato a giudizio per gravissime ipotesi di reato, e già raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione da ogni attività professionale disposta dal G.I.P. di Messina” e infine per conoscere “quali ulteriori iniziative intende assumere anche in ordine al potere di revoca” è stata presentata dal Presidente del Gruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, e dai senatori Benedetto Adragna, Costantino Garaffa, Giuseppe Lumia, Anna Serafini e Antonio Papania.I senatori del Pd fanno presente nell’interrogazione che “a seguito dell’accoglimento della richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Messina sono stati rinviati a giudizio il Rettore, docenti e personale amministrativo di quell’Ateneo.

Si è proceduto per i reati di concussione, abuso d’ufficio, falso ideologico, peculato, maltrattamenti relativamente a quattro vicende riguardanti: la prima, l’espletamento di un concorso universitario per professore di seconda fascia; la seconda, l’espletamento di un concorso universitario per ricercatore universitario; la terza, la gestione amministrativa di fondi finalizzati ad un progetto di ricerca; la quarta, la “persecuzione”, da parte di un docente universitario, di una professionista per vendicarsi dell’interruzione di un pregresso rapporto sentimentale“. Concludono gli interroganti: “Il quadro che emerge dalla lettura degli atti processuali pubblici e dei molti quotidiani che si occupano della vicenda, ferma restando, sul versante giudiziario la presunzione di non colpevolezza, impressiona per la gravità dei fatti contestati, la qualità degli imputati (dal Rettore, a numerosi docenti universitari, ad amministratori dell’Università di Messina) e non può che tradursi in una perdita di decoro, affidabilità e autorevolezza di quella istituzione“.

Così il Magnifico replica a chi chiede le sue dimissioni:

«Affermazioni infamanti, ingenerose, ancora una volta frutto di una non corretta informazione e soprattutto gravemente offensive». Così il rettore dell’Università di Messina Franco Tomasello definisce i contenuti dell’interrogazione presentata oggi da alcuni senatori del Partito Democratico. «E’ fuorviante e pretestuoso che, nonostante i reiterati chiarimenti, continuino ad essermi attribuiti reati mai contestati e continui ad essere ritenuto responsabile di delitti per i quali il Gup di Messina ha già deciso con sentenza di “non luogo a procedere”».

«Sono certo – precisa, nella nota, il rettore - che rispetto ad una vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto solo per una presunta interferenza, asseritamente esercitata in via mediata, su uno dei cinque componenti di una commissione esaminatrice, nella sede processuale propria riuscirò a dimostrare la mia estraneità, a dispetto di chi, per mero giustizialismo, pretende celebrare i processi sui media e nelle pubbliche piazze. Assicuro, per il resto, che il Ministro dell’Università è stato tenuto costantemente informato dell’evolversi della vicenda giudiziaria così come è doveroso»




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