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Organizzatore della cultura italiana e del sapere tra i lavoratori e le classi subalterne, contribuì alla formazione politica e ed enciclopedie culturale di milioni di militanti comunisti. Amava presentare la sua casa editrice con lo slogan «il coraggio della coerenza». di Paola Pellegrini
La notizia della morte di Nicola me l’ha data al mattino presto Nunzia Augeri. Ero in partenza per Milano, per la presentazione al Concetto Marchesi dei due numeri speciali di Marxismo Oggi dedicati alla crisi e ad una riflessione su di noi, sui comunisti che, in questo paese, faticano a ritrovare una casa comune. Marxismo Oggi, è stata da ventitré anni la rivista che Nicola ha pubblicato per l’Associazione culturale Marxista, rivista che, nonostante le diverse separazioni e fratture, ha tenuto insieme in questi anni marxisti e comunisti delle più diverse scuole e appartenenze politiche, in Italia e a livello internazionale. Contavo di incontrarlo nel pomeriggio e di scusarmi con lui per il ritardo con il quale sarebbero arrivati i soldi per Marxismo Oggi. Avrebbe borbottato un po’ ma poi ci saremmo fatti una risata. Sì, perché, nonostante tutti i nostri problemi di piccolo partito con scarse risorse economiche, in tutti questi ultimi anni, se la rivista è uscita, è stato anche grazie alla nostra caparbia volontà di salvaguardare uno dei pochi strumenti culturali rimasti alla battaglia delle idee dei comunisti e dei marxisti in questo paese. E Nicola Teti era, per tutti noi, l’editore della rivista più unitaria della galassia marxista italiana. Nicola Teti è morto improvvisamente. Certo aveva molti disturbi, da qualche tempo, aveva già 80 anni, ma tutti ce lo ricordiamo ancora forte e combattivo, anche in questi ultimi mesi e settimane, che lui ha vissuto lavorando al progetto, che gli stava a cuore più di tutto, di salvare e rilanciare il suo prodotto più caro e significativo sul piano politico ed editoriale, la rivista Il Calendario del Popolo. Dal 1964, anno della morte di Palmiro Togliatti, Teti ne era editore, garantendo così per tutti questi decenni la vita del periodico di storia e cultura politica nato nel 1945 per iniziativa di Stefano Canzio e Giulio Trevisani ed inizialmente edito dalla sezione stampa e propaganda del Pci. Presente in tutte le case del popolo e diffuso soprattutto tra i tesserati comunisti, Il Calendario toccò punte anche di 100mila copie negli anni Cinquanta, contribuendo alla formazione politica e culturale di milioni di militanti. Sempre fedele alla sua giovanile militanza comunista, Nicola Teti amava presentare la sua casa editrice milanese all’insegna dello slogan “il coraggio della coerenza”. Nato il 9 marzo 1929 a Polia, in provincia di Vibo Valentia, Nicola Teti è stato un editore originale, impegnato in avventure editoriali al limite delle sue forze, ma alle quali non ha mai rinunciato, leale allo spirito al quale ha sempre tenuto fede: la divulgazione e la diffusione della cultura e del sapere tra i lavoratori e tra le classi subalterne, escluse per definizione dalla conoscenza e dalla formazione scolastica e universitaria superiore. Nicola ha sempre lavorato perché l’opera degli intellettuali italiani continuasse a uscire dalle angustie provinciali delle baronie universitarie italiane ed arrivasse alla gente, e basterebbe pensare alla monumentale opera in 25 volumi di taglio marxista e materialista La Storia della Società italiana, che negli anni Ottanta si avvalse dell’opera di storici come Giovanni Cherubini, Franco Della Peruta, Ettore Lepore, Giorgio Mori, Mario Mazza, Giuliano Procacci, Rosario Villari. L’altro gesto di orgoglio e di coraggio di Nicola era stata la pubblicazione in Italia dei tredici volumi della Storia Universale dell’Accademia delle Scienze dell’Urss, che lui aveva fatto adattare per il nostro Paese dallo storico Franco Della Peruta.Grandi opere, pubblicazione di libri per l’infanzia, narrativa e memorialistica, furore enciclopedico, passione per il mestiere di editore, forse il più bello e forse il più faticoso, se vuoi restare libero, tra i mestieri di un comunista e di un combattente come Nicola Teti. Ora uscirà l’ultimo numero del Calendario del popolo, che porta la data del gennaio 2010 e annuncia iniziative per il 65° anniversario della rivista. Nicola Teti voleva che fosse la data di un rilancio nel quale aveva coinvolto e voleva coinvolgere sindacati, cooperative, l’Arci, e tanti di noi, compagne e compagni, convinto dell’importanza di continuare a diffondere e sviluppare la cultura popolare. Cerchiamo di ricordare Nicola Teti e la sua instancabile opera di organizzatore della cultura italiana prima di tutto con l’impegno comune a realizzare questa sua speranza.
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