Berlusconi, «gli spazzini dovrebbero lavorare la domenica anziché andare al mare»
Si conclude con un «strade pulite entro la fine di luglio» la quarta giornata napoletana del presidente del Consiglio Berlusconi.
Una giornata scandita da manifestazioni e momenti di tensione. In primis lo slow walking effettuato da un gruppo di rappresentanti dei Comitati per la difesa delle cave di Marano e Chiaiano che ha paralizzato il traffico. Poi gli scontri in piazza Plebiscito dove gruppi di disoccupati, poi caricati dalla polizia, hanno protestato e urlato slogan contro il premier. Ma nonostante i no che arrivano dai territori Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso sono ottimisti e alla conferenza stampa finale della giornata, svoltasi ad Acerra dove è in costruzione il termovalorizzatore più grande di Europa, annunciano che questa volta il problema sarà risolto per sempre.
Ma non sono mancate neanche questa volta da parte di Berlusconi le solite accuse a magistrati e lavoratori fannulloni. La frecciate le ha lanciate contro i magistrati che conducono le indagini contro Impregilo, azienda coinvolta nelle inchieste sullo smltimento dei rifiuti, e che completerà i lavori ad Acerra. «C'è da domandarsi come sia stato possibile e con quale responsabilità si sia arrivati al fermo dei lavori» ha detto Berlusconi ringraziando la Impregilo «nonostante quello che ha dovuto subire». Niente ringraziamenti ma solo critiche invece all'Asia, l'azienda controllata dal Comune di Napoli che si occupa della raccolta rifiuti.
Per il premier mentre l'esercito raccoglie immondizia sette giorni su sette, i dipendenti dell'Asia «la domenica vanno al mare», rallentando la raraccolta. «Questo non è tollerabile - ha proseguito - bisogna che il Comune intervenga e che i dipendenti dell'Asia lavorino di domenica». «Vuoi vedere che ora la colpa dell'emergenza è della nostra azienda Asia?», di dipendenti che si sono sottoposti «sette giorni su sette a turni massacranti?», replica il sindaco di Napoli Iervolino.Insorgono anche i segretari di Cgil, Cisl, Uil, «il premier si informi meglio e usi toni più rispettosi per i lavoratori. Per far fronte alla crisi abbiamo anche revocato scioperi nazionali. Il problema è strutturale, anche se raccolta l'immondizia non si sa dove scaricarla».
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