Il neofascista italiano Diodato dietro il massacro di 15 contadini filo governativi
Sembra ci sia una svolta nel massacro avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 settembre a El Porvernir, in Bolivia, quando squadroni della morte legati a gruppi civici che si battono contro Evo Morales per l'autonomia regionale hanno ucciso quindici contadini indios che stavano andando a una dimostrazione di sostegno al presidente boliviano. Secondo Aldo Michel Irusta, ex parlamentare e giornalista, dietro il massacro potrebbe esserci un italiano neofascista, Marco Marino Diodato, operante in Bolivia dalla fine degli anni '70 al servizio dei dittatori di Hugo Banzer e Luis Garcia Meza, qualcuno dice per conto della Cia.
Secondo Michel, il prefetto di Pando, Leopoldo Fernandez, attualmente agli arresti per il massacro, ha consolidato legami con il gruppo Diodato, e ad un giro di introiti illeciti mediante case da gioco clandestine. L'ex parlamentare sostiene addirittura che alla struttura criminale lasciata da Diodato apparterrebbero, oltre Fernandez, anche il prefetto di Santa Cruz, Ruben Costas, ed esponenti dei Comitati civici di quel dipartimento. «L'attività delittuosa del gruppo di Diodato - ha detto - ha operato per oltre 10 anni a Santa Cruz con copertura dei Banzer, Jorge Tuto Quiroga e Gonzalo Sanchez de Lozada». E squadroni paramilitari finanziati da questo, ha concluso, hanno agito al servizio della prefettura di Pando nel massacro dell'11 e 12 settembre di contadini ed indigeni inermi.
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