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BOZZA VIOLANTE, L'INCIUCIO AVANZA PDF Stampa E-mail
mercoledì 13 gennaio 2010

Sample ImageLe riforme dannose per il Paese. Il dibattito sul "dialogo" presidierà l'agenda politica e dei media mentre spariranno le questioni reali, vale a dire povertà, disoccupazione, disaffezione verso la vita pubblica. di Elias Vacca (La Rinascita)

Si riparte dunque dalla “bozza Violante”. Il cosiddetto dialogo sulle riforme tra Pd e Pdl riparte da un testo base, quello stesso che il Pdci, unico partito nella XV legislatura, avversò in Commissione Affari costituzionali della Camera ed in Aula.E’ l’ennesimo tributo che la politica paga in tema di assetto costituzionale alla forza che più d’ogni altra ha tratto vantaggio e vigore dalle elezioni del 2008: la Lega. La bozza prevede anzitutto la cancellazione del bicameralismo perfetto, con sparizione del Senato, a favore di un sistema nel quale le regioni e le autonomie locali concorrono a formare, attraverso designazioni, la seconda camera.Il numero dei deputati e dei membri della seconda Camera (chiamarli senatori diventa a questo punto improbabile) sarà in assoluto ridotto rispettivamente da 630 a 512 e da 315 a 250, con conseguente elevazione della soglia di sbarramento di fatto. Il potere legislativo sarà posto in capo ad entrambe le Camere nelle materie più importanti, e riservato alla sola Camera dei deputati nelle altre.Saranno rafforzati i poteri del governo, attraverso norme più stringenti in materia di fiducia, e del capo del governo che potrà nei fatti nominare e revocare i ministri.Possiamo per ora tralasciare altre innovazioni di minore impatto contenute nella bozza per occuparci di quelle qui sopra: è un’altra repubblica.Ci siamo opposti e ci opporremo a questo progetto anche attraverso controproposte, non dimentichiamo ad esempio che l’idea di un sistema monocamerale era già del Pci che scrisse la Costituzione, ma non possiamo che bocciare allo stato questo incomprensibile ed inutile cedimento.Varrà anzitutto rilevare come in un momento storico nel quale i cittadini si ribellano ad ogni forma di lista “bloccata” si introduca il principio per cui la seconda assemblea legislativa sia nominata, quindi fuori della disponibilità del corpo elettorale.Ma soprattutto è importante lanciare l’allarme sulla diversa natura della repubblica implicita in un assetto di questo tipo: dalla repubblica democratica dell’art.1 alla repubblica semi-federale, pur senza dichiarare formalmente il cedimento alle ragioni di Bossi e soci.Con il clima dilagante preoccuparsi di una progressiva balcanizzazione del Paese non è eccessivo. Sarà inoltre ratificato il vaneggiamento berlusconiano del premier “eletto dal popolo” attraverso la formuletta per cui il Quirinale, pur sempre conferendo l’incarico di presidente del consiglio, agirà “valutati i risultati delle elezioni per la Camera dei deputati”.Insomma ce n’è quanto basta per le barricate, e potrebbero ergersi in parlamento quelle barricate solo che ci fossimo.Quel che davvero risulta incomprensibile è lo zelo con il quale il partito democratico si spende su questo terreno, non considerando che, agli occhi del Paese, le “riforme” saranno l’ennesimo cavallo di battaglia e strumento di consenso del piduista che guida il governo e del suo principale alleato, la Lega appunto.Al Pd verrà al più riservato il ruolo di ragionevole comprimario, come dire: l’opposizione che fa bene a chi governa.Nel mentre, il dibattito sul “dialogo” e sulle “riforme” presidierà agenda politica e media, mentre spariranno le questioni reali, che si chiamano povertà, disoccupazione, distruzione dell’istruzione pubblica, caduta verticale della competitività scientifica e produttiva del Paese, egoismo e disaffezione dei cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica.E’ un tempo fatto così, purtroppo. Possiamo solo sperare, con il parlamento che ci ritroviamo, che i cittadini, la base dello stesso Partito democratico, mandino un messaggio forte e chiaro allo stato maggiore che dica che non è la forma dell’edificio che non va, magari è solo un luogo mal frequentato.


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