"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
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CARO FERRERO, NESSUN ACCORDO CON PD E UDC PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 dicembre 2009
Sample ImageAntonio Catalfamo, direttore del Centro Studi “Nino Pino Balotta”: "La Federazione della Sinistra comincia male. Paolo Ferrero, come “segretario di turno”, ha rilasciato un’intervista a “La Repubblica”, in cui si dichiara disponibile ad un’alleanza elettorale con chiunque pur di battere Berlusconi. Non ci stiamo".

Non si sono ancora spenti i riflettori sulla manifestazione nazionale di presentazione della Federazione della Sinistra, che subito Paolo Ferrero, il quale, secondo uno sciagurato accordo “paritario”, dovrebbe ricoprire la carica di segretario per il primo trimestre, seguito, “a turno”, dai “leaders” degli altri tre raggruppamenti che hanno dato vita al patto federativo, assume il potere assoluto e ritiene possibile imporre i propri “desiderata” a un milione di cittadini, i quali, alle elezioni europee, hanno votato per la Lista comunista ed anticapitalista, credendo che si intendesse voltare pagina rispetto alla politica “governista”, portata avanti dallo stesso Ferrero e dai suoi ex compagni di cordata Bertinotti, Vendola, Giordano, con la conseguente scomparsa di tutta l’area comunista dal Parlamento nazionale (e, successivamente, da quello europeo).

Credo che sia opportuno ricordare che il concorso di Ferrero e del suo partito, Rifondazione Comunista, al raggiungimento del 3,4% dei suffragi elettorali, alle europee, è stato poco consistente, se si tiene conto che, in tutte e cinque le circoscrizioni in cui era divisa l’Italia, i candidati che hanno ottenuto più voti appartenevano al Partito dei Comunisti Italiani e che il segretario di Rifondazione ha deciso, con “lungimiranza”, di non candidarsi, per evitare di essere superato come numero di preferenze da qualche altro candidato di area PdCI.

Ma il buon Paolo pretende di comandare e di mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Pare che questo sia il prezzo della sua adesione alla Federazione. Un prezzo che ci pare troppo alto e che, comunque, noi non siamo disponibili a pagare. Così egli rilascia un’intervista a “La Repubblica” (21 dicembre 2009), in cui dichiara con sicumera: “Da segretario della Federazione della Sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione”. L’intervistatore lo incalza: “ Compresi Casini e Di Pietro, oltre al PD?”. E lui risponde con prontezza: “Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d’accordo con lui.”. E ancora il giornalista: “Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?”. Ferrero va giù sicuro: “Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e una legge sul conflitto di interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo”. L’intervistatore, visto che ormai è entrato in confidenza con l’intervistato, si permette di comunicarci, a nome suo, che Ferrero “è pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership”.

Paolo Ferrero non ha mai avuto le idee tanto chiare. Nessuno, forse, gli ha spiegato che la religione valdese è  inconciliabile con il materialismo storico marxiano. Noi, al contrario, crediamo di avere idee abbastanza chiare, almeno su un punto. Non ci lasceremo portare per mano da Paolo Ferrero ovunque egli vorrà andare. Lo diciamo sin d’ora, perché ognuno intenda: non siamo disponibili a nessuna alleanza elettorale col Partito Democratico, men che mai con l’UDC di Casini e di Cuffaro. E qui ci permettiamo di ricordare al segretario di Rifondazione Comunista che sono ben lontani i tempi in cui, nell’area comunista, i “capoccia”, come lui e i già menzionati Bertinotti, Vendola e Giordano, si alzavano la mattina e dettavano quel che tutti gli altri dovevano fare. Una testa un voto. Nessun altro principio è più giusto e democratico di questo.

Per quanto riguarda gli altri partiti che aderiscono alla Federazione della Sinistra e, in particolare, il Partito dei Comunisti Italiani, li invitiamo a farci sapere che cosa pensano delle dichiarazioni di Ferrero e se le condividono. L’ora delle deleghe in bianco è finita.




  Commenti (4)
 1 Scritto da antonio tomarchio, il 23-12-2009 21:49
Pienamente in disaccordo con Ferrero. Metto in dubbio eventuali alleanze con questo Pd altro che Udc.
 2 " cumannari "
Scritto da alfonso calabrese, il 28-12-2009 11:38
Certo che dopo infinite scissioni, ricomporre i cocci è una impresa alla Sisifo:chissà se riusciremo mai a riunirci in un unico partito comunista. Per alcuni,ancora, vale il vecchio detto mafioso ( verificare con Cuffaro ): " u cumannari è megghiu du futtiri ".
 3 Scritto da Antonio, il 02-01-2010 06:14
Ferrero non è marxista...e chi lo sarebbe? Diliberto? Mi suona strano che il PdCI sia diventato un partito di opposizione dopo essere nato per sostenere il governo D'Alema con la presenza dell'Udeur di Mastella: ti ricordi compagno? Per la cronaca: Ferrero non ha detto di voler fare un governo con il centro-sinistra (che sarebbe una posizione antitetica al Congresso del PRC) ma di voler condividere una posizione di difesa e attuazione della Costituzione con chiunque ci sta. Un patto pre-elettorale non un patto di governo.
 4 Scritto da pugnochiuso, il 02-01-2010 09:57
Cari compagni, qui non si tratta di stabilire chi è più marxista di altri. Questo lo si può rilevare dalle azioni quotidiane e dalle prese di posizioni rispetto ad un processo unitario che, purtroppo, annaspa ancora. 
E’ vero quanto afferma Antonio nel suo post: il pdci nasce per sostenere il governo di centrosinistra preseduto da D’Alema. Ma spesso si dimentica di dire che il Prc (al tempo non c’era ancora il pdci) aveva un “patto di non desistenza” con quel centrosinistra. Patto che diede vita al primo governo Prodi, che risultò vincente sulla destra soltanto perché la Lega Nord si era presentata alle elezioni per proprio conto. Nel secondo governo di centrosinistra, i comunisti hanno avuto anche ruoli che sembravano poter essere determinanti su temi sociali. Ricordo a me stesso che il prc contava su 1 ministro, 1 viceministro e 3 sottosegretari. E ricordo ancora a me stesso che quel ministro si chiamava Paolo Ferrero, con delega alla Solidarietà Sociale. 
Di tutto questo ne dovremmo tenere conto se si vuole ragionare sugli errori dei comunisti per fare un passo avanti e rilanciare la possibilità che questi esistano ancora. 
Rilanciare l’identità comunista anche dal punto di vista della diversità, di un modo di concepire e di fare la politica come etica, di una visione marxista per affrontare le sfide del capitale e poter migliore le condizioni sociali di milioni di uomini e donne che, altro non hanno, che rassegnarsi alle leggi inumane del capitalismo. 
In questo contesto è d’obbligo analizzare anche il tema delle alleanze. Non è con “chi ci sta” che si diventa “alternativi”. Non è “con chi ci sta” che ci si distingue. Tutt’altro ….. I comunisti non possono più accettare che, in nome di alleanze e convenienze, vengano messi da parte e con essi le loro idee e le loro aspettative di cambiamento.

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