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Crac Catania PDF Stampa E-mail
giovedì 02 ottobre 2008

Sample ImageCatania, 40 indagati dalla procura per il buco in bilancio.

140 milioni in regalo dal premier Berlusconi, ma ne servirebbero almeno 700.

Niente più luce nelle strade, servizi ridotti all'osso, rifiuti che non vengono raccolti, vigili a piedi perché senza benzina, dipendenti comunali senza stipendio è più o meno questa la situazione a Catania, dopo anni di una gestione economica quantomeno “allegra”, amministratori spendaccioni e organici gonfiati.

Un debito di circa 700 milioni grava sul comune siciliano, un buco in bilancio per cui sono sotto inchiesta 40 persone, fra cui l'ex sindaco Scapagnini (Pdl), che ha governato la città dal 2000 al 2008, più di 200 cooperative che da mesi attendono il pagamento dal comune. Una situazione gravissima e complessa, che ha le sue radici in anni di cattiva amministrazione, più volte denunciata da parte dell'opposizione e portata alla ribalta della cronaca nazionale dall'esponente del Pdci, Orazio Licandro, che ha presentato vari esposti in merito.

Ma davanti a questo sfacelo arriva a dare la soluzione con una certa nonchalance Silvio Berlusconi, che ormai elargisce più miracoli di San Gennaro, anche se con dubbi risultati. Nonostante le riserve del ministro Tremonti il premier ha deciso di “regalare” al comune di Catania (roccaforte del Pdl) 140 milioni di euro, una bella cifra che però è solo una goccia nel mare e dà alla città siciliana uno o due mesi di respiro e magari la possibilità ai 4500 impiegati comunali di ricevere lo stipendio.

Ma il crac è solo rimandato e ci si chiede quali saranno le prossime mosse per gestire i debiti, intanto proseguono le indagini della procura di Catania per accertare le responsabilità. «Un'inchiesta lunga e complessa» per il procuratore Vincenzo D'Agata, che aggiunge: «Spero che non ci siano connessioni tra la criminalità organizzata, che purtroppo affligge la città, e le disfunzioni amministrative che sono causa del rischio di dissesto finanziario».




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