Nonostante lo stop del Consiglio di Stato al referendum si è svolta una consultazione autogestita.
Grande successo della consultazione autogestita sull'allargamento della base Usa all'aeroporto Dal Molin di domenica a Vicenza, dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato la delibera di referendum del consiglio comunale, sospendendo la decisione del Tar Veneto favorevole al referendum. Gli organizzatori spiegano che, in termini percentuali, si è recato alle “urne” autogestite - 32 gazebo - il 28,5% degli aventi diritto al voto, che erano 84.349, con 24 mila cittadini che hanno partecipato alla consultazione, e che e lo spoglio ha fatto emergere che il 95% dei votanti si è detto favorevole che l'area dell'aeroporto venga utilizzata dalla città e non sia trasformata in base militare.
La soddisfazione degli organizzatori, è grande, come quella di Cinzia Bottene, consigliere comunale e leader dei No Dal Molin per la quale domenica si è avuta «un'ottima risposta di partecipazione e democrazia a chi voleva imporre con l'autoritarismo scelte che riguardano il futuro della comunità locale vicentina». Anche il sindaco Variati ha parlato di «uno straordinario esempio di democrazia», anche in risposta alle reazioni del Governatore del Veneto Giancarlo Galan che ha aspramente criticato l'iniziativa ed ha addirittura parlato di «scorrettezze politiche» del sindaco Variati e del 'No dal Molin' e sostenuto poi che «dalla trappola dell'imbroglio referendario si è tenuta lontana la stragrande maggioranza della cittadinanza vicentina». Per Variati, al contrario, l'afflusso al voto ha dimostrato la volontà di esprimersi dei vicentini sui destini della propria città, e rappresenta anche un messaggio rivolto «all'intero Paese» e che indica «quanto sia sbagliato non permettere alla gente di esprimersi su ciò che li riguarda».
Sull'esisto della consultazione si è espresso anche il Pdci locale: «Nonostante l’arroganza e l’ostilità del governo nazionale, i divieti imposti dal Consiglio di Stato, la latitanza di alcuni esponenti delle forze politiche che sono al governo della città, la popolazione di Vicenza ha espresso un parere inequivocabile sulla nuova base militare statunitense al Dal Molin. In sole 13 ore di apertura dei seggi autogestiti, in una situazione oggettivamente difficile e precaria, oltre 24.000 elettori hanno potuto esprimere democraticamente un’opinione in merito. Una cosa che la destra ha tentato in ogni modo di impedire. Una parte consistente della popolazione vicentina (i circa 23.000 cittadini che hanno votato Sì) ha dichiarato con chiarezza che non vuole la costruzione di una nuova base militare straniera nel proprio territorio e che gli statunitensi in divisa non sono i benvenuti. Auspichiamo che le autorità statunitensi e quelle italiane tengano in debito conto questo risultato frutto di un’espressione democratica senza precedenti nella storia del nostro territorio».
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