Cominciamo dall'unità dei comunisti. Il segretario del Pdci, «un progetto per il quale spenderemo ogni nostra energia»
Anche in Calabria, come nel logo dei Comunisti Uniti, si inizia a lavorare per comporre il puzzle con falce e martello rappresentante l’unità dei comunisti.
Il primo tassello è stato posizionato con il convegno di giovedì scorso presso l’Università della Calabria. A Cosenza, dopo le introduzioni di Carlo Iannuzzi (Fgci) e Guerino Nisticò (Udu) e la relazione dello storico del movimento operaio Alessandro Hobel, anche l’esponente del Prc e direttore de L’Ernesto Fosco Giannini e il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto hanno sottolineato la necessità dell’unità comunista. Per Giannini «solo un partito comunista radicato, unito ed organizzato è capace di rimettere in moto una sinistra e al centro i diritti dei lavoratori». Unità a partire da falce e martello, «un punto di riferimento, una storia ed un progetto: cancellarli vorrebbe dire eliminare la loro forza rivoluzionaria di cui oggi abbiamo grande bisogno».
Sulla stessa linea Diliberto, che ha parlato di «tempo di scelte e di coraggio: non c’è più nulla che ci divide, ricominciamo dai comunisti, dall’unica cosa di buono che è rimasta a sinistra. Essa non si esaurisce ai comunisti, che però possono suscitare nuovi entusiasmi – ha sostenuto - perché senza i comunisti non c’è la sinistra. Il nostro partito sta provando a fare autocritica, non tutti sono d’accordo ma ci confronteremo – ha spiegato - ma con schiettezza dirò: perseverare nell’arcobaleno non è contro il marxismo-leninismo, è contro il buonsenso. Non c’è spazio per una forza cuscinetto tra i comunisti e un Pd che – ha aggiunto - con una nuova “Bolognina” vuole una sinistra politicamente corretta e non più comunista». E, auspicando di andare insieme alle Europee, in conclusione il segretario ha rivolto l’invito all’unità a tutto il Prc. E se Ferrero e Vendola in materia la pensano diversamente, Diliberto ha fiduciosamente affermato: «La politica è dinamica, anche per la confederazione ci avevano detto no. Li incalzeremo perché vogliamo provarci in questo progetto, per il quale spenderemo ogni nostra energia».
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