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Diliberto, «l'11 ottobre tutti in piazza con le nostre bandiere» PDF Stampa E-mail
martedì 16 settembre 2008

Sample ImageLa nostra Summer school è la lotta quotidiana dei lavoratori per salari e diritti

Dopo 11 giorni di incontri, dibattiti, concerti e tante iniziative, domenica sera si è chiusa la Festa nazionale di Rinascita a Torvaianica

L'ultimo incontro, come di rito, ha visto sul palco il segretario del Pdci Oliviero Diliberto che, ringraziando i compagni che hanno lavorato alla festa, si è detto felice di vedere, dopo la sconfitta di aprile, fra i militanti comunisti tanta voglia di stare ancora in campo. Un modo di esserci sicuramente diverso da quello del Pd che proprio ieri ha chiuso la sua “Summer school”. «Copiano gli americani anche nei nomi, non si poteva chiamare scuola d'estate?», si chiede Diliberto che sottolinea la sempre più marcata americanizzazione che il Pd e il Pdl cercano di imprimere, un'americanizzazione della politica, del lessico e delle idee. «E proprio da qui, dalla battaglia delle idee, bisogna ripartire, o le idee dominanti saranno sempre più le idee della classe dominante».

Se Berlusconi e Veltroni amano così tanto gli Usa, Diliberto li invita provocatoriamente (certo il leader del Pdci non è un grande estimatore della politica capitalista ed imperialista statunitense) a copiare qualcosa oltreoceano, dove chi non paga le tasse va in galera e i reati contro lo Stato e la Pubblica amministrazione sono considerati i più gravi, perché ledono la collettività. «Basti pensare che l'Fbi ha fatto irruzione a Wall Street arrestando decine di manager, ciò – sottolinea Diliberto - in Italia non potrebbe mai succedere, ormai si usano due pesi e due misure: forti con i deboli, debolissimi con i forti, sovvertendo i principi liberali di eguaglianza di tutti i cittadini».

Il segretario comunista sottolinea la gravità della situazione politica attuale, in cui il Pd non fa opposizione e Berlusconi, con una maggioranza schiacciante in Parlamento, può fare ciò che vuole. «Basti pensare ai primi provvedimenti assunti da questo Governo, dal decreto sul precariato, che di fatto lo accresce, ai tagli sulla scuola e ora la riforma Gelmini. Si vuole colpire il sapere, la cultura, che insegna il senso critico e dà la consapevolezza dei propri diritti». Per questo, e per molto altro ancora, è importante riprendere a fare un'opposizione seria e combattiva, «l'11 c'è l'occasione per scendere in piazza con le nostre bandiere, per dire che quella del Pd non è opposizione e per parlare dei temi che ci stanno a cuore, dai salari, alla scuola, ai diritti», sottolinea Diliberto, invitando tutti a partecipare alla manifestazione indetta contro il Governo e Confindustria.

Manifestazione a cui parteciperà anche il Prc e proprio a questo proposito Diliberto rilancia l'invito all'unità con i compagni di Rifondazione, «abbiamo l'ambizione di ricostruire un partito grande e forte, solo così non saremo subalterni al Pd e non saremo marginali». Il primo obiettivo saranno le elezioni europee, alle quali Diliberto si augura che ci sia una sola falce e martello, una sola lista comunista, e per fare questo «dobbiamo recuperare la capacità di fare opposizione, di stare sui territori, riaffermare la diversità dei Comunisti». Quella diversità che contraddistingue chi fa politica senza avere nulla in cambio, chi lavora per settimane alle iniziative e alle Feste del Pdci, chi si impegna perché ci crede e perché ha degli ideali. Con queste energie bisogna ripartire in una fase così critica, in cui le destre sono al potere e la sinistra non è in Parlamento, perché, conclude Diliberto, «siamo stati sconfitti, ma non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci».




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