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"L'amaca" di Michele Serra.
da Repubblica 21 settembre 2008
Altro che "fascisti su Marte". Fascisti in Italia, ovunque, negli stadi, nei circoli di quartiere, sui manifesti, nelle scritte murali: "Me ne frego e sputo in faccia al mondo intero" (ieri a Roma). Fascisti (Ciarrapico, Mussolini) amici di un premier che per altro antifascista non è, e dunque perché dovrebbe mai ritrarsi? Fascisti di governo e di sottogoverno, fascisti di maggioranza, fascisti consulenti di rione perché "conoscono il territorio", fascisti di municipio e di municipalizzata, fascisti e basta finalmente liberi dal vecchio assillo dell'ostracismo politico sancito al termine del massacro mondiale, che vide tra i grandi attori anche il loro capo, un mascherone ridicolo e tronfio, versione italiota (dunque anche comico-miserabile) del dittatore rovina-popoli. Fascisti sdoganati (perfino con qualche scusa) anche grazie a una pubblicistica molto più "egemone" di quella che intendeva contraddire, un paio di pagine sui "crimini partigiani" oggi hanno la garanzia di un titolone di giornale a prescindere, mentre la parola dei combattenti per la libertà è lisa e sfocata come la memoria nazionale. In Europa il fascismo non esiste se non come patologia marginale, robe da schizzati, da sottoproletariato all'ultima stazione, da schedatura in questura. In Italia abbiamo dovuto aspettare Berlusconi per scoprire che siamo l'unico paese europeo non antifascista. In fondo è un merito (di Berlusconi): la verità va sempre detta.
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