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INDIGNARSI NON BASTA PIU’ PDF Stampa E-mail
martedì 11 agosto 2009

Sample ImageNella lingua italiana indignarsi significa risentirsi, offendersi, provare sdegno. Siamo al punto che indignarsi non basta più. di Antonio Bertuccelli

Dalla ricerca per conto della Banca d’Italia viene fuori che il costo della vita al sud è inferiore a quello del nord di ben il 16% .

Le agenzie di stampa riportano la notizia “bomba” evidenziando la percentuale ed è a questo punto che la Lega, con il sostengo di Berlusconi e promuovendo una guerra tra poveri, propone l’istituzione delle cosidette gabbie salariali. Addirittura il Presidente del Consiglio, cogliendo il delirio del Ministro leghista Calderoli, si spinge oltre e ipotizza la riduzione degli stipendi per i salariati del sud.

Non sappiamo sulla base di quali elementi lor signori abbiamo rilevato i dati, ma sappiamo che, in termini di servizi, il sud è decisamente penalizzato rispetto al nord ma, nonostante questo, il costo dei servizi stessi è di gran lunga superiore a quello dei nostri connazionali.

Solamente i poco attenti o i masochisti della politica possono non domandarsi se i servizi offerti, da quegli stessi organi istituzionali che non sono diversi dall’attuale governo nazionale, in termini qualitativi, sono gli stessi da quelli di cui usufruiscono i cittadini nordisti. Se i costi di energia e combustibili sono uguali tra nord e sud. Se i prodotti di prima necessità costano al sud lo stesso prezzo che hanno al nord. Ma soprattutto i parametri di occupazione nel meridione sono uguali a quelli del nord? Cioè, quanti occupati conta una famiglia del nord il cui nucleo è, per numero, il medesimo di quello del sud? E, ancora, se un prodotto di largo consumo, usato per l’alimentazione giornaliera, costa, in Sicilia, meno di quanto costa altrove, come non interrogarsi se l’industriale produttore che serve la grande distribuzione non può adottare lo stesso prezzo  in tutte le regioni italiane? E perché non lo fa? Tranne che non si tratta di prodotti diversi per requisito, e allora le domande sarebbero tante altre. Una tra le molte: La pasta (o i generi alimentari) destinata al mercato siciliano è qualitativamente uguale a quella del mercato del nord? Ma purtroppo, ne siamo certi, nessuno risponderà mai a queste domande.

Noi che da meridionali viviamo tra la gente del sud, noi che sentiamo questo bistrattato popolo imprecare nei mercati rionali, nei supermercati o, semplicemente, davanti agli uffici postali e  sentiamo la loro indignazione aumentare ogni giorno di più e percepiamo la gravità di una politica antimeridionalistica e colonialista, dobbiamo dirlo con voce ferma: Nella lingua italiana indignarsi significa risentirsi, offendersi, provare sdegno. Siamo al punto che indignarsi non basta più.

Antonio Bertuccelli, segretario provinciale Pdci Messina


  Commenti (1)
 1 docente di economia e diritto, in pensio
Scritto da Camillo Pigneri, il 12-08-2009 14:51
Una premessa sulla cronaca: le gabbie di fatto ci sono solo che non sono istituzionalizzate ma affidate alla contrattazione. Ed ora un respiro un poco più ampio: nei rapporti salari prezzi e nella diversità geografica di tali rapporti si annidano nodi intricatissimi, allacciati e stretti, più o meno consapevolmente, da chi in questo campo storicamente di pasticci ne ha fatti a non finire ma non oltre, sia chiaro, del reale potere economico che ogni soggetto, individuale o collettivo ha e che è segnato, irrimediabilmente, da ciò che può offrire, prodotto o lavoro che sia, da ciò che deve utilizzare, prodotto o lavoro che sia e da quanto potere può esercitare per tenere ancorato il prezzo d'offerta alle proprie pretese, prezzo del lavoro o del prodotto che sia.  
Se rileggiamo la nostra storia economica e sociale, tipo di sviluppo ed esperienze di migrazione comprese, con queste lenti precise e affidabili, è difficile ci sfugga sia il quadro d'insieme che la rilevanza dei particolari. 
una raccomandazione per tutti: ristudiamo e riconsideriamo bene il moltiplicatore Keynesiano. Abbiamo fede che, alla fine, nessuno è stupido tanto quanto vuol far credere di essere nè quanto gli altri cercano di costringerlo ad essere.  
Una considerazione d'obbligo: Chi gestisce il pubblico in questi pasticci non deve gettarsi a man bassa. Compito della politica e della rappresentanza è quello di costruire e difendere soluzioni buone per la generalità non di equilibrare interessi magari riscuotendo il frutto della mediazione o rilevando a prezzi stracciati le (s)fortune dei soccombenti. La politica o è alta o non è e restano solo politicanti di professione, servi o padroni dei padroni, (pre)potenti che si fanno stato, di fatto affossandolo, e compagnia cantando. In breve solo m... che è quella nella quale sempre più viviamo e dalla quale sempre meno riusciamo a venire fuori.  
Grazie dell'ospitalità e saluti sicuri

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