La bufala dei 37 corsi della Gelmini finalmente svelata
sabato 25 ottobre 2008
Chiarito come la Ministra ha avuto l’informazione: L'ha letta su un giornale vecchio e l'ha spacciata per nuova.
di Opinando
Sull’uscita della Gelmini, che ha denunciato l’esistenza in italia di 37 corsi di laurea con un solo studente, ci sarebbe da precisare che forse una ministra farebbe meglio a lavorarci, su questo tipo di problemi, anziché andare in televisione a denunciarli come se fosse un’inviata di striscia la notizia.
Ora però il mistero è chiarito, Mentana ha mandato i suoi inviati di matrix nelle università dove si sarebbero tenuti i corsi con un solo studente e ha scoperto che:
* I corsi denunciati come monostudenti hanno invece un numero regolare di studenti, intorno ai 50 e oltre; * l’equivoco nasce da tabulati provvisori del ministero, dove il sistema informatico inseriva il numero 1 in attesa di ricevere i dati completi dei nuovi corsi; * la notizia bufala è stata inserita per la prima volta alcuni anni fa nel famoso libro ‘La casta’ di Stella e Rizzo, basata appunto sul tabulato provvisorio, e da allora è stata ripresa decine di volte da tutti i giornali, ogni volta come se fosse una novità assoluta.
Ecco quindi chiarito come ha avuto l’informazione sui 37 corsi la ministra gelmini, che ne ha dato notizia in forma ufficiale in conferenza stampa, in piedi alla destra del premier silvio berlusconi. L’ha letta su un giornale che aveva evidentemente ripreso una notizia vecchia di qualche anno e anche fasulla, spacciandola per nuova. Ci ha creduto e ha pensato di rilanciarla per giustificare i tagli.
Tutto ciò è fantastico. No, di più, è simbolico. E’ molto simbolico. E’ un cerchio che si chiude.
La ministra, a capo del ministero della Pubblica Istruzione, per sapere cosa succede nelle Università raccoglie informazioni dai giornali.
I giornalisti, per scrivere articoli sulla scuola, raccolgono informazioni dai vecchi libri e le riciclano come se fossero scoop sensazionali.
Gli autori della Casta, spiace anche per loro, hanno raccolto le informazioni dal ministero ma non si sono preoccupati minimamente di verificare la notizia, che doveva apparire evidentemente strana.
E così il ministero stampa un tabulato sbagliato, gli autori di un libro di denuncia lo prendono per buono e danno la notizia choc, negli anni successivi i giornalisti pigri riciclano la bufala enne volte e infine la ministra Gelmini, che evidentemente apprende dai giornali come vanno le cose nella scuola italiana, se la beve anche lei e va in televisione a denunciare il fatto come una vera vergogna.
E pensare che verificare la fonte era solo questione di mandare una persona nelle università a vedere come stavano le cose, come ha dimostrato Mentana a Matrix. Era facile.
Non ci voleva molto ma non l’ha fatto nessuno. Perché? Perché così vanno le cose.
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