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“LA CONGIURA DEI BARONI”. LA LEGA: SOVVERSIVO PDF Stampa E-mail
mercoledì 05 gennaio 2011

Sample ImageGiulio Palermo ricercatore universitario di Brescia: “La mia critica è radicale e invece di soffermarsi sugli abusi di potere, si concentra sul suo uso ordinario e sulle relazioni esistenti tra potere baronale, potere economico e potere politico”. Sito oscurato e interrogazione della Lega.

Sono un ricercatore universitario di Economia politica all’università di Brescia (entrato tramite un ricorso al Tar, avendo sempre rifiutato la logica della cooptazione baronale). In questi giorni sarebbe dovuto uscire un mio libro intitolato "La congiura dei baroni: Breve storia dell'università tra cooptazione, contestazione e mercificazione".. La casa editrice cui mi ero rivolto e che aveva accettato la mia proposta è Carocci. Revisione di bozze fatta, isbn assegnato e libro già in vendita su internet (amazon, unilibro, ebay, ...), con sconti e promozioni. Il problema è che non uscirà mai, causa Censura.

Il 23 dicembre, all'indomani dell'approvazione della riforma Gelmini e a dieci minuti dalla chiusura natalizia delle case editrici, mi ha infatti scritto Carocci per comunicarmi che "non sussistono le condizioni per proseguire i nostri contatti e inserire il volume nei nostri piani editoriali". Così, secco, senza spiegazioni e senza tanti convenevoli. Voglio precisare che non c'è stato nessuno screzio tra noi e che, dal punto di vista commerciale, mi sembra evidente che l'attualità politica sia ottimale ai fini dell'uscita di un libro di questo tipo. Credo dunque che sia intervenuto qualche fattore politico esterno. Forse da parte di quegli stessi soggetti che mi hanno preso di mira per le cose che scrivo e per le lotte che faccio.

Sta di fatto che il 23 novembre u.s. alcuni parlamentari della Lega nord hanno depositato alla Camera dei deputati un’interrogazione a risposta scritta (n. 4/09660), indirizzata al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro dell’interno e al Ministro della giustizia, in cui mi accusano di comportamenti sovversivi e protestano contro i contenuti politici del mio sito internet (decisamente artigianale, in cui tuttavia rendo disponibili tutte le mie pubblicazioni scientifiche e politiche). A farli innervosire tanto è stata la mia decisione di tenere una lezione in piazza sui diritti e l’economia dell’immigrazione, proprio sotto la gru occupata dai migranti in lotta contro la sanatoria-truffa, riuscendo a mettere assieme studenti e lavoratori di ogni razza e provenienza.

Il Rettore della mia università ha immediatamente provveduto ad oscurare il mio sito, salvo poi doverlo rimettere in linea, credo su suggerimento dell’ufficio legale, visto che di illecito non c’è proprio niente. Certo è che i contenuti del mio piccolo sito sono stati analizzati con attenzione sia a livello locale che a livello nazionale. E a qualcuno non deve essere sfuggito l’annuncio del mio nuovo libro con Carocci, né l’approccio storico e scientifico che privilegio nei miei scritti sull’università.

Mentre la Gelmini vorrebbe banalizzare la questione universitaria, presentandosi addirittura come avanguardia della lotta antibaronale, il mio libro analizza il problema in chiave storica, mostrando gli intrecci di potere, gli interessi economici in campo e il radicamento della cultura baronale, come fenomeni che vanno ben oltre gli scandali puntuali di qualche barone che recluta parenti e amici. La mia critica è radicale e invece di soffermarsi sugli abusi di potere, si concentra sul suo uso ordinario e sulle relazioni esistenti tra potere baronale, potere economico e potere politico.

Per questo il mio libro non ha da uscire! Perché questi tre poteri, che fingono di combattersi, hanno in realtà interessi materiali assolutamente convergenti. E i loro vertici non possono tollerare che la resistenza di un cane sciolto rabbioso si trasformi in una lotta collettiva. Né tanto meno che le lotte dei lavoratori (italiani e stranieri) si uniscano a quelle degli studenti. Colpire un ricercatore impegnato su entrambi i fronti è la sola risposta possibile di chi usa il potere per difendere il potere. Di qui, la scelta più ovvia: tapparmi la bocca. E anche se alla fine Carocci dovrà pagarmi qualche danno, per questa loro marcia indietro vigliacca e servile, saranno ormai passati anni, il clima politico sarà diverso e del mio libro mai pubblicato nessuno sentirà la mancanza.

Con un po' di soddisfazione politica e tanta rabbia, saluto a pugno chiuso

Giulio Palermo http://www.eco.unibs.it/~palermo/




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