Il governo, questo governo, ha deciso di spazzare via i piccoli e fastidiosi disturbatori che non si allineano con la voce del padrone e che non siedono nel pantheon dei grandi media e della grande stampa. di Gianni Montesano (La Rinscita della Sinistra)
Non bastava la impari condicio, il governo ha decretato la chiusura di un centinaio di testate giornalistiche edite da cooperative o organi di partiti politici mettendo a rischio circa quattromila posti di lavoro. E La Rinascita è fra queste.
La sforbiciata è stata introdotta nella legge finanziaria lo scorso dicembre. In seguito alle proteste, Gianfranco Fini telefonava pubblicamente a Tremonti, il quale, sempre pubblicamente, si impegnava a garantire i fondi per le testate “storiche” aventi diritto.
E’ stato presentato un emendamento bipartisan al decreto “milleproroghe” per rinviare di due anni il taglio previsto. Un tempo adeguato per respirare e riorganizzarsi.
E invece, come da copione, all’ultimo momento il governo ha posto la fiducia su un testo dove il rinvio del taglio non c’è, facendo calare la mannaia sulla piccola editoria. E non è un problema di copertura finanziaria, come hanno affermato i deputati del centrodestra firmatari dell’emendamento.
La verità è che si è usata la scure in una realtà dove, al contrario, occorreva procedere con cautela per individuare chi lavora e chi no, chi ha diritto a vivere in nome della difesa del pluralismo nell’informazione e chi invece ha sempre e solo speculato.
Si paga il prezzo delle beghe che contrappongono Tremonti al sottosegretario Bonaiuti, a cui spettava il compito di fare chiarezza sulle norme.
Il governo agisce furia cieca contro le cooperative di giornalisti indipendenti, contro le testate di partito, contro coloro che, al di là della collocazione politica, parlano con voce autonoma, che vogliono fare sentire e parlare altre voci che di solito sono soffocate nel chiasso dei talk show, dell’informazione politica ridotta ad avanspettacolo o a palude per servi e lacchè.
Rinascita non ha poteri forti a cui bussare e le banche non faranno regali. Il governo, questo governo, ha deciso di spazzare via i piccoli e fastidiosi disturbatori che non si allineano con la voce del padrone e che non siedono nel pantheon dei grandi media e della grande stampa.
E’ partita di nuovo la mobilitazione per la libertà di informazione, serve una risposta forte, ma se in breve tempo non ci saranno fatti nuovi sarà molto difficile continuare.
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