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"L'UNITA'" OFFENDE I COMUNISTI PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 novembre 2009
Sample ImageVincenzo Cerami prega in ginocchio Bersani di non fare alcuna alleanza con i comunisti motivando tale richiesta con una serie di affermazioni offensive nei confronti del Pdci. Domenico Generoso, iscritto al PCI dal 1959, definito “eroe a 83 anni” dal «Corriere della Sera», scrive una lettera all’Unità che non pubblica. La riproduciamo noi qui di seguito.

Il 4 novembre scorso, il quotidiano «L’Unità», nell’ambito della consueta rubrica “Voltiamo pagina”, ha ospitato uno scritto di Vincenzo Cerami, che, ironicamente, prega in ginocchio il neoeletto segretario del PD, Pierluigi Bersani, di non fare alcun tipo di alleanza con i comunisti di Diliberto.

Si tratterebbe di un punto di vista politico come tanti altri, se non ci fosse tutta una serie di gravi affermazioni, offensive non solo nei confronti del segretario del PdCI, ma anche di milioni di comunisti, descritti come “mummie sovietiche”, che portano sul cruscotto della macchina, al posto di Padre Pio, l’immagine di Stalin, come “zombie”, come espressione di un passato “che fa schifo”.

Sample ImageDomenico Generoso, iscritto al PCI dal 1959, abbonato da circa un quarantennio a «Il Calendario del Popolo», definito “eroe a 83 anni” dal «Corriere della Sera», perché ha salvato sei persone, con una scala, nel corso di una recente alluvione, ha preso carta e penna e ha scritto a «L’Unità», che non ha pubblicato la sua lettera. Debitamente autorizzati dall’autore, la riproduciamo qui di seguito.

Egregio  signor Vincenzo  Cerami, a pagina 15 dell’«Unità»  del  04.11.2009 leggo  con amarezza: “Bersani ti  prego in ginocchio, Diliberto no” e ancora:“Bersani  questo  è un grido  di  dolore vero  e proprio”.

Perché tanto  livore e tanto  disprezzo  per un uomo che rappresenta un partito, anche se oggi è piccolo, che ha un grande passato  ed una grande storia, per me gloriosa.

Il veleno che Lei vomita contro  i comunisti su  una pagina del giornale fondato  da Antonio  Gramsci offende i militanti e i votanti  del  PdCI.

Lei cancella il passato di  milioni  di  uomini  e donne che con la bandiera rossa, la falce e il  martello hanno lottato con sacrifici e sangue per conquistare un lavoro, la dignità di uomini liberi e tanti  diritti  sociali.

Signor Cerami, se lo tenga lei Padre Pio sul  cruscotto della macchina (con tutto il  rispetto  per Padre Pio) e lasci a noi e a Diliberto l’immagine di  Stalin.

Stalin fermò alle porte di  Mosca le armate tedesche ed italiane, la storia cambiò il suo  corso ed i 20 milioni  di  morti  dell’Unione Sovietica servirono  per la libertà  dei popoli e, penso, anche per la sua.

Saluti.

Generoso Domenico, Scaletta Zanclea (Messina)




  Commenti (3)
 1 la paura
Scritto da comunista!, il 18-11-2009 17:38
ma di cosa ha paura il sig. cerami? mica è un bambino e rischia di essere mangiato. Suvvia sil cerami, lei e' abbastanza grande e cresciuto per avere di queste paure. In ogni caso se ne faccia una ragione: i comunistiesistono e lei con le sue paure lo conferma.
 2 hasta la victoria
Scritto da comandante Che, il 18-11-2009 20:17
il sig. Cerami ha ragione: questi PD non possono fare alcun accordo con i comunisti. Nè con quelli che lo sono da sempre e che hanna la dignità di non rinnegare il proprio passato; nè con quelli "freschi" che oggi si rendono sempre più conto che, col capitalismo, chi vive solo del proprio lavoro non va da nessuna parte. Perchè loro, che hanno fatto il cammino inverso per cercare l'accordo coi capitalisti,sanno di avere la coda di paglia e che la destra, compresi i berlusconi di turno, è più affidabile e determinata nel fare gli interessi di chi ha come principale obiettivo il profitto. Ma le truppe di coloro che si rendono conto che col capitale ed i suoi lacchè occorre condurre una guerra (politica) senza quartiere si ingrossano ogni giorno di più. Hasta la victoria!
 3 Scritto da alfonso calabrese, il 19-11-2009 10:30
il 4 novembre scorso, leggendo i conati di vomito dello scrittore Cerami, ho provato una profonda rabbia, non contro lui come autore delle offese contro i comunisti di ieri e di oggi, ma verso Conchita che aveva permesso un tale sproloquio sui fogli del giornale di Antonio Gramsci. Se si va a leggere l'articolo successivo dello stesso scrittore, uscito in ultima pagina qualche giorno fa, incomprensibile ed inconcludente col titolo " Signore ", si potrebbe chiedere a Conchita quali siano le motivazioni del giornale l'UNITA' a continuare a pagare un rapporto di collaborazione con un simile scrittore.

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