La nota stilista Marella Ferrara, ex assessore alla Cultura della giunta Stancanelli, afferma che la mafia è un luogo comune. Orazio Licandro (Pdci-Fds): Messaggio devastante di cui dovrebbe essere lei la prima a vergognarsi.
La nota stilista Marella Ferrara, ex assessore alla Cultura della giunta Stancanelli, dimessosi dall’incarico (nel marzo scorso) per "un atto di coscienza, la politica non è il mio mestiere", specificando di ben sapere “di essere salita su una nave di disperati e non da crociera" (oggi riveste il ruolo di esperto alla cultura dello stesso sindaco di Catania), ha affermato, in pieno ferragosto, che “la Sicilia ha un suo perché nel mondo, al di la dei luoghi comuni, la mafia, quello e quell’altro, viene vista anche come una terra di antica saggezza”. Dunque la mafia è un luogo comune. "Il nostro ferragosto allietato dalle interviste a Cuffaro e all'ex assessore Marella Ferrera è stato psicologicamente denso di nuvolaglie". Inizia con una battuta il commento molto duro di Orazio Licandro, della segreteria nazionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra, alle interviste che hanno visto al centro l'ex governatore siciliano, "quasi una vittima della macchina giudiziaria" e l'ex titolare dell'assessorato alla Cultura della giunta Stancanelli "che ci ha ammannito una sagra di banalità e di metafore più stucchevoli che suggestive con l'affermazione, per quanto mi riguarda scandalosa perché pronunciata da un personaggio comunque pubblico e che ha svolto il ruolo di assessore alla Cultura, che la mafia è un luogo comune". Per Licandro, si tratta di "un messaggio devastante di cui dovrebbe essere lei la prima a vergognarsi" e "viste le cose, è un bene che abbia lasciato una carica così importante, se crede alle cose che dice". Secondo il dirigente del Pdci-FdS, "resta il problema di una Sicilia al collasso del suo sistema produttivo, con un tasso di disoccupazione tra i giovani e le donne da primato internazionale, con il 40% delle famiglie in stato di povertà. E l'assessore si è schierata con quella classe politica che ha fatto della distruzione delle risorse della Sicilia la sua stella polare. Risorse naturali, case di pietra... lei dov'era quando si approvavano i condoni e continuano ad approvarsi? Non mi ricordo di averle mai sentito alzare la voce di fronte ai fenomeni di speculazione e di distruzione del territorio; non mi sembra che ci sia stata una strategia volta ad inserire Catania in un circuito turistico sfruttandone le potenzialità. Al di là di un'intervista estiva per riempire qualche colonna di quotidiano, ma a chi strilla l'ex assessore?" Licandro ha quindi concluso augurandosi "che si torni prima possibile al voto in città, alla regione e nel Paese".
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