"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
  :: Marco Rizzo (PdCI): No alla scuola dei padroni!   :: L’Università senza etica in cammino verso il collasso economico   :: FACEBOOK O LA SCHEDATURA VOLONTARIA?   :: "Quella cattedra è assegnata, se ci ostacoli avrai problemi"   :: IL SOGNO E’ SOLO AMERICANO   :: UNIVERSITA'. "MANCU CU' L'ACQUA CAUDDA"   :: Quando il privato è peggio del pubblico   :: Università. Il PdCI conferma la richiesta di dimissioni o di rimozione del Rettore   :: Un posto da ricercatore, un solo candidato: il figlio del professore   :: COMUNISTI A CONFRONTO SULLA CRISI ECONOMICA. FERRERO E DILIBERTO AL DIBATTITO






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Masella (PRC): ormai Prc e Pdci sono uguali PDF Stampa E-mail
giovedì 31 luglio 2008
Sample ImageColloquio con Leonardo Masella, uno dei coordinatori della terza mozione, quella che fa riferimento all'Ernesto di Pegolo e Giannini. Chi vuole i comunisti uniti.

La posizione della terza mozione, quella che fa riferimento all'area dell'Ernesto di Gianluigi Pegolo e Fosco Giannini, è quella di spostare la linea di Rifondazione comunista verso l'unità con il Pdci. "Portare la nuova maggioranza verso la prospettiva di unire tutti i comunisti".

E' quanto dice ad "Aprileonline" Leonardo Masella, capogruppo del Prc in Emilia Romagna, uno dei coordinatori del documento 3 che ha contribuito a ribaltare i rapporti di forza all'interno del partito.

La nuova maggioranza, quella che governerà Rifondazione comunista è composita, espressione di aree diverse tra di loro. Tu sei un rappresentante della terza mozione, la più corposa, con il sette per cento circa dei delegati, delle tre "piccole" che si sono rivelate decisive per l'elezione di Ferrero alla segreteria. Ma non sarà arduo riuscire a compattare anime così differenti?

E' vero, la nuova maggioranza politica è espressione di diverse aree politiche, ma è normale. Il congresso si fa apposta per eleggere un segretario a partire da una coalizione, su base "parlamentare". Pur essendo noi di provenienze diverse, mi sembra che il documento che abbiamo approvato contenga delle convergenze importanti. Innanzitutto è chiara la volontà di intraprendere una svolta a sinistra, comunista. E' evidente anche la presa d'atto della sconfitta di un progetto di costituente in cui i comunisti avrebbero dovuto sciogliersi. La costituente non è progetto di Rifondazione, né per l'oggi né tanto meno per il domani. E' chiaro poi il superamento dell'impostazione governista decisa, a maggioranza, dal congresso di Venezia di tre anni fa. Non siamo subalterni al Partito democratico e riteniamo che non esistano le condizioni per un governarvi insieme. A livello locale decideremo caso per caso, tenendo conto del presupposto primario che l'alleanza serva a modificare le condizioni di malessere sociale. Se si governa senza riuscirvi, si perde il rapporto con la società. E la società svolta a destra.

La vostra area è quella che guarda con più interesse alla nuova linea strategica del Pdci, che punta alla riunificazione con il Prc. La terza mozione si batterà per questo dall'interno di Rifondazione?

E' la nostra missione. Tenteremo di portare tutta la maggioranza verso la prospettiva di unire i comunisti. La prima occasione per verificare la convergenza potrebbe essere l'organizzazione comune di una grande manifestazione in autunno, sul modello di quella del venti ottobre dello scorso anno. E' assurdo che convivano più partiti comunisti: le masse, i lavoratori non lo capiscono. Ormai, del resto, Prc e Pdci hanno posizioni identiche su tutto. Dalle questioni sociali ai diritti dei lavoratori e degli immigrati, fino alla visione dell'Europa, contro il trattato di Lisbona. Il secondo passaggio potrebbe essere quello di presentare liste comuni alle elezioni europee, con la falce e martello.

Esiste, tuttavia, poco meno di mezzo partito che boccia senza remore l'ipotesi di riunificare i comunisti. Come vi ponete nei confronti della nuova opposizione?


Chi non si ritiene comunista, la minoranza di Rifondazione, Sinistra democratica, il Partito socialista, si dovrebbero mettere insieme per dare vita a un'aggregazione di sinistra di tipo socialista. Potrebbe essere l'occasione, colta in parallelo al nostro lavoro, di superare una volta per tutte il processo di balcanizzazione delle forze di sinistra del nostro paese.

Eppure avete sempre contestato il modo di procedere utilizzato nel congresso di Venezia di tre anni fa, quando la maggioranza di Bertinotti estromise le opposizioni dal governo di partito. Gianluigi Pegolo, nel suo intervento nel corso del dibattito, ha ribadito quella critica. Non ti senti a disagio in una condizione simile, che vede le parti solo invertite?


Mi sembra che la differenza tra i due casi sia evidente. A Venezia l'allora maggioranza, con il 59 per cento dei voti, si prese la segreteria rifiutando la nostra richiesta di gestione unitaria. Adesso, invece, la maggioranza ha affermato una linea politica e rispetto a quella ha chiesto una gestione unitaria, che la minoranza ha rifiutato. Spero solo che non facciano ostruzionismo. Bertinotti e Vendola, evidentemente, hanno un altro progetto strategico. Io lo rispetto, ma se vogliono portarlo avanti lo facciano con chi ci sta.

Quale deve essere, allora, il primo passo del nuovo Prc?


Una grande manifestazione in autunno, che serva non solo ad avviare un'opposizione sociale ma anche a mettere a punto una piattaforma politica di tipo anticapitalista su cui possano convergere tutte le forze comuniste sparse, a partire dal Prc e dal Pdci, e quelle sindacali, fino a quelle di base.

 

Tratto da aprileonline.it




  Commenti (1)
 1 Unità d'Italia (Comunista)
Scritto da alzatoconpugno, il 03-08-2008 09:48
La riunificazione dei due partiti comunisti maggiori (non si dimentichi che altre sigle comuniste si presentano alle elezioni)non è una "nuova" linea strategica, ma l'obiettivo indicato dal PdCI già all'indomani della scissione, operata per motivi contingenti e non politici nel 1998. Questo obiettivo - ribadito con forza al congresso di Salsomaggiore, ed approvato dal 93% del partito, ha certamente condizionato positivamente lo svolgimento del congresso PRC che vedeva Vendola e Bertinotti favoriti della vigilia. Secondo qualcuno la stessa elezione di Ferrero è stata favorita dall'esito del congresso PdCI, che con lungimiranza strategica è stato programmato una settimana prima di quello PRC. Ora non ci sarebbe che completare il lavoro e procedere con la prudenza necessaria verso la riunificazione. Non si possono disconoscere, tuttavia le difficoltà nascenti da una componente "governativa" del PRC al 47% (quella PdCI apparentemente non supera l'8%: ma c'è da scommettere che nell'ambito della maggioranza ci sono parecchi "infiltrati" pronti ad approfittare di ogni occasione per rimettere in discussione la linea congressuale, come gia accaduto in passato). Il vero pericolo è l'immobilismo che potrebbe arrestare la marcia del PRC sostenuta da 4 correnti interne con diversi punti di disaccordo.

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
  • Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
  • Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.
Nome:
Titolo:
Commento:

Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6
AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com
All right reserved

 
< Prec.   Pros. >