Catania sull’orlo del crac. Tolta la scorta a chi ha denunciato il dissesto finanziario del Comune.
L’ex parlamentare del PdCI denuncia i debiti del Comune di Catania, pari a 900 milioni di euro, invocando accertamenti patrimoniali non solo nei confronti dell’ex sindaco Umberto Scapagnini, in carica dal 2000 al 2008, ma anche della burocrazia comunale.
“A tutt’oggi non sappiamo dove è stata inghiottita questa gigantesca montagna di denaro” dice.
L’ultima minaccia gli è arrivata la mattina del 14 luglio. Un foglio bianco nella buca delle lettere: “Non rompere più la minchia”.
Un mese dopo, il 10 agosto, gli hanno tolto la scorta. “Non sussistono più ragioni di pericolo”, recita l’asciutto dispaccio della Prefettura.
“E’ chiaro che la minaccia a Orazio Licandro – dice Antonio Bertuccelli, segretario provinciale del PdCI di Messina, nell’esprimere piena solidarietà a Licandro – è una minaccia a tutti i comunisti siciliani, che non si lasceranno intimidire”. “Sarebbe opportuno indire una manifestazione nazionale contro la mafia proprio a Catania, chiedendo a tutte le forze politiche e alle istituzioni di partecipare. Voglio proprio vedere chi sarà al nostro fianco. La mafia si combatte con i fatti, i proclami servono a poco”.
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