Napoli 15 ottobre. Un arresto. La Confederazione Cobas: "Questi eventi sono gravissimi. Non possiamo che ritenere siano dovuti ad una volontà di criminalizzare le lotte sociali".
Oggi 15 ottobre 2010, a Napoli, in varie migliaia hanno manifestato con un corteo regionale in difesa della scuola pubblica: docenti, precari scuola, precari della ricerca, personale ATA , studenti medi e universitari, genitori. Erano presenti delegazioni di lavoratori di aziende campane in lotta e di pensionati dell’AL.P.I. Il corteo, attraversato dagli slogan contro la Gelmini di cui si chiedevano le dimissioni, esprimeva la gioia della scadenza riuscita per la forte partecipazione al corteo, tanto che si chiedeva ai responsabili Digos di poter prolungare il corteo fino alla prefettura. Cosa che, purtroppo, veniva rifiutata. Pertanto il corteo giungeva correttamente alla conclusione in Piazza Matteotti. Dopo la conclusione un’ ampia delegazione di precari scuola e ricerca, insieme a gruppi di studenti, imboccavano il percorso pedonale di via Cervantes fermandosi, però, dubbiosi dopo meno di dieci metri, anche perché superati velocemente da circa sette, otto agenti in borghese della Digos che correvano verso un gruppo di studenti che si trovavano al lato del corteo improvvisato e fermo, colpendo violentemente quegli studenti con pugni, tanto che sono stati visti alcuni giovani con sangue sul volto e ragazzine terrorizzate. Sembravano cercare alcuni ragazzi in particolare?!!! A diversi metri di distanza, immotivatamente veniva fermato un precario della ricerca, Salvatore Prinzi, che non faceva neanche parte del corteo abbozzato. Il precario veniva tenuto per ore in questura senza nessuna informazione alla famiglia e ai compagni, rimasti in attesa in presidio improvvisato. Persino gli avvocati non sono stati ammessi o informati fino alle 17,00. Successivamente, abbiamo saputo che il giovane è stato incriminato per resistenza, oltraggio e lesioni perchè un agente avrebbe dichiarato di essere caduto durante il fermo ferendosi e questo sarebbe stato determinato dal precario che si sarebbe divincolato. Questi eventi sono gravissimi perché rappresentano una novità nelle logiche che hanno fino a ieri guidato chi gestiva l’ordine pubblico. Non possiamo che ritenere che questi eventi siano dovuti ad una volontà di criminalizzare le lotte sociali. Chi perde il lavoro, o il diritto allo studio o il futuro, non può più neanche protestare, in una situazione dove anche i commercianti di quel tratto di via Cervantes, che hanno assistito alla scena, parlano di un clima di minacce e di timore determinati dalla polizia. Domani mattina alle nove saremo tutti al tribunale in presidio. CONFEDERAZIONE COBAS
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