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POLITICA CORROTTA E COLLUSA CON LA MAFIA: LICANDRO (PDCI-FDS), SINTONIA CON LO BELLO PDF Stampa E-mail
giovedì 21 luglio 2011

Sample Image“Piena sintonia con il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. Essere intransigenti sul piano della trasparenza e lavorare nell'interesse comune”.

"Piena sintonia con il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello".

Lo ha detto Orazio Licandro, della segreteria nazionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra, commentando il duro atto di accusa del capo degli industriali siciliani nei confronti di quei pezzi della politica che si alleano e fanno affari con la mafia ma anche di settori dell'impresa e della società che preferiscono la cattiva politica.

Secondo Licandro, "in una fase politica il cui clima presenta forti analogie con il '92 - crisi economica, crisi monetaria, istituzioni corrose e debolissime e infiltrazioni della politica e delle istituzioni da corruzione e criminalità organizzata - è questo il momento in cui un Paese e una democrazia degna di questo nome danno uno scatto di reni. C'è una questione democratica complessiva, la necessità e l'urgenza di restituire dignità alle istituzioni e alla politica: per questo bisogna essere intransigenti sul piano della trasparenza e dei rapporti con mondi e ambienti criminali o contigui. E, al di là del codice penale, i politici che hanno contatti con questi segmenti che inquinano l'Italia debbono essere marginalizzati se non espulsi dalla vita politica e dai partiti deve venire un segnale forte al mondo delle imprese: nessuna scorciatoia per ottenere vantaggi o profitti sul terreno dell'illegalità".

L'esponente del Pdci-FdS ha quindi aggiunto di essere d'accordo con Lo Bello anche su un altro punto: "Nessuna logica manichea o giustizialista, ma o si lavora nell'interesse comune o prevarranno opportunismo e carrierismo, nel migliore dei casi, o corruzione e criminalità organizzata nel peggiore".

Infine, ha concluso: "Chi l'ha detto che per far funzionare il mercato bisogna costantemente violare le regole e commettere crimini? Questo dovrebbe essere pane per i denti di ogni liberale e il paradosso invece è che queste cose le dobbiamo dire noi. Aveva proprio ragione Vitaliano Brancati: in Sicilia per essere liberali bisogna prima essere comunisti".




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