PONTE SULLO STRETTO. CORTE DEI CONTI: VERIFICARE FATTIBILITÀ E TRAFFICO
venerdì 15 gennaio 2010
La Corte dei Conti chiede al Governo e alla società Stretto di Messina di "operare una costante valutazione" i profili di fattibilità tecnica dell'opera.
La relazione della magistratura contabile chiede anche di attualizzare "le stime di traffico che stanno alla base del disegno progettuale del Ponte sullo Stretto di Messina". “Le valutazioni – si legge - sono state effettuate nel 2001, e potrebbero verosimilmente non solo essere non piu' aggiornate ai tempi attuali, ma anche non coerenti con il quadro economico della sopraggiunta congiuntura economica”. “ Soltanto un'adeguata stima dei volumi di traffico viario e ferroviario – continuano i componente della Corte - potra' effettivamente consentire, rispettando il quadro della finanza di progetto su cui si fonda circa il 60% delle risorse complessive, di sostenere gli oneri finanziari per interessi, che graveranno sui capitali presi a mutuo”.
Per quanto riguarda la fattibilità, la Corte, segnala invece «l'esigenza di mantenere nel tempo una costante azione di verifica sugli aspetti di fattibilità, che appaiono strettamente connessi anche allo sviluppo tecnologico conseguito dal 2003 sino ad oggi. Il modello progettuale - sottolineano i magistrati contabili - infrange ogni primato sinora esistente (lunghezza dell'impalcato, larghezza della sede stradale e ferroviaria, altezza delle torri e diametro dei cavi): rispetto al ponte più lungo ad unica campata attualmente esistente al mondo, il ponte giapponese di Akashi-Kaiky con una campata unica di metri 1.991, il ponte sullo stretto di Messina avrebbe una lunghezza superiore del 39,6%, pari a metri 3.300. La Corte ritiene opportuno che si continui ad adottare tutte le adeguate misure di approfondimento sul tema della fattibilità dell'opera».
Nella relazione la Corte dei Conti chiede anche di verificare la "compatibilità ambientale" dell'opera e la "completezza delle modalità di imputazione nel bilancio dello Stato delle somme, già destinate all'intervento per il Ponte sullo Stretto di Messina e successivamente oggetto di riutilizzazione".
La Corte ricorda che l'importo previsto nel progetto preliminare (approvato nel 2003), ammontava a 4,68 miliardi di euro, ma che nell'Allegato Infrastrutture al Dpef 2009/2013, la somma per il Ponte sullo Stretto di Messina, compreso tra gli interventi della Legge obiettivo da cantierare nel prossimo triennio, e' indicato in 6,1 miliardi di euro (la stessa cifra e' indicata nel Dpef 2010/2013).
Quanto alle somme già destinate all'intervento e riutilizzate la Corte segnala l'anomalia che viene a determinarsi poiché "le somme oggetto di riutilizzo, già previste per opere di investimento (ponte sullo Stretto di Messina), vengono destinate a finanziare spese correnti".
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