“Il semplice fatto di avere approvato il bilancio preventivo dell’anno in corso addirittura il 15 settembre, senza peraltro avere presentato il bilancio consuntivo del 2010, rappresenta la piena certificazione e l’indelebile sigillo del totale fallimento politico e amministrativo della giunta Arena”.
Con questa stoccata si è aperta la conferenza stampa convocata dai Comunisti Italiani nei locali della Federazione provinciale di Via Paolo Pellicano. I temi e gli argomenti della conferenza stampa sono stati esplicitati negli interventi del segretario cittadino Ivan Tripodi, del capogruppo al Comune di Idv-PdCI-Sel Aldo De Caridi, dell’intellettuale meridionalista Pasquino Crupi e del segretario provinciale Lorenzo Fascì. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare pubblicamente due distinte richieste di accesso agli atti avanzate dal PdCI al sindaco Arena, attraverso formali atti extragiudiziali protocollati presso gli uffici comunali, in merito ai bilanci pregressi degli ultimi cinque anni e al pesante debito del Comune di Reggio nei confronti dell’ENEL. Proprio partendo dalla trasparenza e dalla chiarezza amministrativa, i Comunisti Italiani, all’unisono, hanno ribadito l’esigenza di procedere, finalmente, alla tanto attesa operazione-Verità in merito ai conti e alle casse del Comune che, come noto, sono drammaticamente vuote. Sono lampanti le difficoltà che vivono i singoli cittadini, i dipendenti comunali, gli imprenditori e tutti coloro hanno un qualsivoglia rapporto con l’amministrazione comunale: sono tutti, a vario titolo, creditori di lunga data e, soprattutto, senza alcuna certezza di poter ricevere quanto giustamente atteso. A parere dei Comunisti Italiani vi è, pertanto, l’assoluta esigenza, condivisa dalla totalità dei reggini, di affrontare, con serietà, un dibattito che, numeri alla mano, dica alla città l’entità reale del debito comunale. Un debito che rappresenta un vero e proprio disastro economico che provoca pesanti ripercussioni nella già debole e rovinata economia reggina. Secondo i dirigenti del PdCI il sindaco e la giunta si sono arroccati in una strenua difesa dell’indifendibile: una posizione che rischia di provocare un’implosione amministrativa con il contestuale rischio rispetto ad un “interessamento” della Corte dei Conti. Le alchimie contabili che caratterizzano il bilancio consuntivo approvato dal civico consesso evidenziano, impietosamente, l’assoluta mancanza di progettualità e, soprattutto, di politiche di sviluppo per la nostra città. In tal senso, è semplicemente scandaloso il tentativo, fra l’altro ormai fallito, di trasformare il debito comunale di 80 milioni di euro nei confronti della Sorical in un credito di 12 milioni di euro. Il rischio reale è quello di causare un dissesto economico fittizio che, nei fatti, provocherà gravi conseguenze e sarà pagato da tutta la collettività. Pertanto, secondo i Comunisti Italiani, si dovrebbe rapidamente raccontare la verità e, successivamente, chiedere scusa alla città per il tonfo finanziario ereditato dagli anni del famigerato modello-Scopelliti. Al contrario, tentare, come è stato fatto, di offendere e infangare, per squallidi calcoli di bottega, la memoria del compianto sindaco della Primavera di Reggio, Italo Falcomatà, scomparso da quasi dieci anni, rappresenta uno sfregio morale e un’indecenza politica e amministrativa che troveranno la ferma e totale opposizione dei Comunisti Italiani e dei reggini onesti e laboriosi.
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