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Regione Siciliana. Quando il bene pubblico è utilizzato dai candidati PDF Stampa E-mail
martedì 26 maggio 2009
Sample ImagePresidente, assessori regionali e dirigenti di importanti strutture usano beni pubblici per la campagna elettorale. La lista Comunista presenta esposto.

I segretari regionali di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, Luca Cangemi e Salvatore Petrucci, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per chiedere che si accerti se è vero che alcuni candidati alle elezioni europee del 6 e 7 giugno che sono esponenti del governo regionale – fra i quali il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e numerosi  assessori - o dirigenti di importanti strutture - come il manager della Asl 6, Salvatore Iacolino -  si servano per la campagna elettorale di strutture e beni dell’amministrazione regionale (dalle auto blu ai telefonini, alle sedi) che invece dovrebbero essere utilizzate soltanto a fini istituzionali.

Nel documento, i due esponenti della lista Comunista e anticapitalista ricordano fra l’altro la denuncia fatta nei giorni scorsi dalla Funzione pubblica Cgil, secondo la quale i dipendenti pubblici rischiavano di restare senza stipendi perché gli assessori regionali, troppo impegnati nella campagna elettorale, non avevano trovato il tempo per firmare il bilancio della Regione.

Cangemi e Petrucci chiedono infine all’Autorità giudiziaria di verificare se siano state violate norme contabili o penali, anche alla luce delle “gravi condizioni economiche” in cui versano in Sicilia la Sanità e più in generale le casse regionali.




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