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RISCHIO ANNULLAMENTO ELEZIONI IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA PDF Stampa E-mail
domenica 07 marzo 2010
Sample ImagePetrucci (Pdci): Il Capo dello Stato non si limiti a funzioni notarili. Uno scrutinio elettorale favorevole al centrosinistra, poi annullato dalla non conversione del decreto, si inquadrerebbe nell’ipotesi di conflitto tra Camere ed opinione pubblica.

 “E’ stata prospettata l’eventualità che, in caso di sconfitta elettorale del centrodestra, l’attuale Parlamento, dove notoriamente quello schieramento ha una forte maggioranza, potrebbe bocciare artatamente il decreto salvaliste, così annullando la vittoria del centrosinistra”. A lanciare l’allarme è Salvatore Petrucci, segretario regionale dei Comunisti italiani in Sicilia e componente della Direzione nazionale del partito, secondo il quale “E’ una possibilità efferata ma reale: chi è abituato a manipolare la legge a proprio uso e consumo è capace di questo e di altro. In tal caso, credo che il Capo dello Stato, che è il garante della Costituzione e il rappresentante di quell’unità e di quella concordia nazionali che il berlusconismo perseguita ad ogni piè sospinto, non possa restare insensibile, limitandosi ad una funzione notarile, con le mani legate mentre lo Stato democratico costituzionale vacilla”. Petrucci ricorda che “Rientra nelle prerogative del Presidente della Repubblica, secondo la disposizione dell’art. 88 della Costituzione, quella di sciogliere il Parlamento. Il caso prospettato - vittoria del centrosinistra e non conversione in legge del decreto salvaliste - rientrerebbe in uno di quei casi eccezionali in cui, pur in assenza di sfiducia al governo in carica, il Capo dello Stato potrebbe e dovrebbe sanzionare il Parlamento inadempiente rispetto ad obblighi di natura costituzionale o addirittura colpevole di atti di rottura della Costituzione. Inoltre, uno scrutinio elettorale favorevole al centrosinistra, poi annullato dalla non conversione del decreto, si inquadrerebbe nell’ipotesi di conflitto tra Camere ed opinione pubblica: sarebbe una situazione eccezionale e straordinaria che senza dubbio legittimerebbe il potere presidenziale di sciogliere le Camere”. L’esponente della Federazione della Sinistra quindi conclude: “Di fronte allo scempio del diritto e della Costituzione perpetrato dal berlusconismo, il popolo democratico deve vigilare e, mobilitandosi, svolgere quella civile, pacifica pressione suasiva che dovrebbe indurre il Garante della Repubblica ad intervenire fattivamente, utilizzando tutte le sue prerogative ed ogni suo potere, per evitare la fine delle Repubblica democratica e l’avvento della discordia civile”.




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