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Non stiamo parlando del nuovo “Decamerone”, né de “Le undicimila verghe” di Apollinaire Guillaume ("Se non faccio l'amore venti volte di seguito, che undicimila verghe mi castighino"). di Ketty Bertuccelli
Telefonate notturne a una ragazzina, conversazioni piccanti con una giovane ministra, feste trasgressive e descrizioni di notti di fuoco, “amiche” ricompensate con monili ma soprattutto con aspettative di carriera, in cambio di prestazioni sessuali, segreti e bugie. Il tutto supportato dalla complicità goliardica di manager, politici e fors’anche, alcune personalità di fede e condito dall’uso di vocaboli esteri per addolcire la pillola. Non a caso si usa dire escort che è un termine di derivazione anglosassone usato per indicare accompagnatore/accompagnatrice e in senso lato una prostituta d’alto bordo. Non stiamo parlando del nuovo “Decamerone”, né de “Le undicimila verghe” di Apollinaire Guillaume ("Se non faccio l'amore venti volte di seguito, che undicimila verghe mi castighino"), tantomeno della “succulenta” trama delle peggiori telenovelas. Non diciamo nulla di nuovo, basta sfogliare un quotidiano qualsiasi per accorgersi, con rabbia e indignazione, che la situazione italiana supera la più fervida fantasia. Il protagonista è il 73enne Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per sua definizione il più amato dalle donne. Che si fosse cacciato in un guaio che sarebbe diventato catastrofico è stato chiaro quando alcuni scrissero che tra le intercettazioni del Presidente del Consiglio ce ne sarebbero state diverse che avrebbero visto coinvolta Mara Carfagna, attuale Ministro delle pari Opportunità (?) con un passato da modella sexy. E’ trascorso quasi un anno dall’epoca dei fatti ed ecco il premier invischiarsi i nuovi scandali di natura sessuale che vedono le sue dimore trasformate in bordelli gremite da “escort” pagate, per una sola notte, più di quanto un operaio percepisce in un mese intero di lavoro (probabilmente uno degli aspetti più vergognosi dell’intera vicenda). A raccontare un’Italietta anni Cinquanta, vittima ancora dei ”vitelloni e delle case d’appuntamento” dove non occorre nessuna competizione tra maschi per ottenere l’agognato triangolo di pelo, oltre che luoghi di conquista e sottomissione del corpo femminile (ma non era l’attuale governo, a voler punire severamente il reato di prostituzione qualche mese fa con un DDL?) ci pensa una signora di Bari, tale Patrizia D'Addario che ha raccontato di essere stata pagata 2000 euro per partecipare a due feste nella residenza romana di Silvio Berlusconi, Palazzo Grazioli, mostrando fotografie e registrazioni raccolte nella notte passata col premier; mentre un’amica della D’Addario, al secolo Barbara Montereale, afferma che un certo Tarantini le “pagava per compiacere Berlusconi”. Sul presidente del consiglio, dunque, aleggia l’incandescente sospetto di essersi intrattenuto con una donna pagata per fare sesso con lui. Il “Corriere della Sera” pubblica in prima pagina una delle tante dichiarazioni di Berlusconi: “Non ho mai pagato una donna“. (E più di una si? O forse si intende il verbo “pagare” quando si usano propri mezzi e non quelli della collettività?). Quante sono le ragazze che possono umiliare pubblicamente o addirittura compromettere il Capo del Governo? Secondo le dichiarazioni di Tarantini le “amiche“ sono più o meno trenta. “Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà” dichiara Veronica Lario ex moglie del presidente. Ormai numerose sono le indiscrezioni sugli “harem” imbanditi nelle residenze private di Berlusconi (Villa Certosa e Palazzo Grazioli.), a prova le migliaia di foto che lo ritraggono circondato da decine di ragazze dai “volti angelici” di volta in voltadiverse. ”Bionde e brune indimenticabili” come afferma lo stesso “Silvio Nazionale” in molte intercettazioni telefoniche, e alle rivelazioni degli incontri con Noemi Letizia, allora minorenne, che continuano ad essere censurate dalla tv di regime, non arriva alcuna smentita. L’ex promulgatore dei valori della famiglia è seriamente convinto di esorcizzare i problemi che gli sono piovuti addosso facendo battute su veline e minorenni ovunque si trovi, generando imbarazzo fra i suoi “bravi” che sono addirittura costretti a ridere. Ma se dobbiamo anche pensare al suo credo religioso, ci domandiamo quanto tempo durano le Confessioni davanti ai prelati, quali siano le penitenze assegnategli dinnanzi a cotanto squallore morale, ammesso che chi si confessa dica proprio tutto, e se lo si assolve con altrettanta facilità. Questa vicenda, davvero sbalorditiva, è l’emblema di un Paese che ha già varcato i limiti dello squallore. E’ questo il risultato di decenni di cultura mediatica manipolata in cui l’uso del corpo femminile diviene la chiave del successo, un’occasione di riscatto sociale nonché di esistenza. Giovani donne drogate dal miraggio capitalistico della ricchezza facile e immediata che hanno perso di vista l’importanza e la necessità della lotta per un’uguaglianza che sia sostanziale e non puramente formale. C’è un’anima in tutto questo?
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