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Taormina, report di un convegno antimperialista PDF Stampa E-mail
sabato 11 marzo 2017

Sample Image"L’iniziativa va fatta, e va fatta a Taormina. Nello stesso luogo dove i potenti del mondo si riuniranno per decidere ed imporre le loro politiche di sfruttamento, di guerra, di drastica e progressiva riduzione dei diritti sociali."

 Taormina, 10 marzo 2017

 Arrivi a Taormina, dopo aver “attraversato” l’autostrada piena di interruzioni e frane, e ti sembra di essere tornato all’inizio degli anni ’90: quei soldati armati posizionati alle poche entrate di accesso alla città ricordano l’operazione di ordine pubblico denominata “vespri siciliani”.

Dal grande parcheggio ci incamminiamo verso il Duomo, luogo fissato per il convegno, portando con noi le bandiere del Partito rigorosamente avvolte per non incorrere in sanzioni tipo “corteo non autorizzato”. Tale scelta è dettata dalle azioni di boicottaggio dell’evento da parte dell’amministrazione comunale locale.

Il convegno doveva svolgersi nell’aula consiliare del Comune ma “non si concede ai partiti”, ci viene detto dopo giorni dalla richiesta ufficiale, “riproponete la richiesta per usufruire dell’archivio storico”. Fatto, ma il Sindaco, dopo giorni, ci fa sapere che “in questo momento particolare” la sua risposta è negativa. Si opta per un evento di piazza, una sorta di comizio, ma, anche stavolta, ci arrivano voci relative a possibili disposizioni per “mancato pagamento della tassa di occupazione solo”. Roba da perderci tempo se non avessimo saputo che dal 13 marzo e fino alla durata del G7 a Taormina non sarà concessa alcuna autorizzazione della Questura per lo svolgimento di eventi politici.

L’iniziati va fatta. E va fatta a Taormina, nello stesso luogo dove i potenti del mondo si riuniranno per decidere ed imporre le loro politiche di sfruttamento, di guerra, di drastica e progressiva riduzione dei diritti sociali.

Dunque il Duomo, la Sala Parrocchiale. Disponibile solo per venerdì 10 marzo.

Camminiamo e, mentre veniamo fotografati da persone che si sforzano di sembrare turisti, ci fermiamo a parlare con i commercianti del Corso.

Il malumore si avverte al primo impatto: Taormina è una città militarizzata e sottoposta al rigore del G7 che si terrà il 26 e 27 maggio. I gestori di alberghi hanno già ricevuto le prime disdette di prenotazione. Si prevede, da qui ad allora, l’isolamento economico e politico di una parte della Sicilia con il resto del mondo. Le comunicazioni via rete o via telefonia mobile saranno ridotte al minimo, l’informazione sarà quella che lor signori, con la complicità del Governo italiano, vorranno che sia. La democrazia e la Costituzione per oltre due mesi saranno abolite. Lo hanno capito i taorminesi e lo hanno capito i siciliani.

 Il PCI, unica formazione politica che ha organizzato un convegno di CONTRO INFORMAZIONE ANTIMPERIALISTA, non ci sta e lo vuole dire e dimostrare.

Davanti alla Sala i compagni ridono, scherzano, si abbracciano, si ritrovano, si fanno le foto con la bandiera del partito. A fare le foto non sono solo i compagni ma anche qualche “giornalista” che, scopriamo in seguito, giornalista non era.

Chi scrive ha presieduto e dato inizio ai lavori; è stata poi la volta di Renato De Luca, del Dipartimento Esteri del PCI, che ha introdotto le tematiche e informato l’ampia platea di una prossima conferenza internazionale che riguarderà i partiti comunisti e i movimenti di liberazione del bacino Mediterraneo.

Alfonso Di Stefano, della Rete Antirazzista, ha parlato delle servitù siciliane, di Sigonella e Niscemi, al servizio dell’imperialismo, l’una come aeroporto da dove si alzano in volo i droni e l’altra, come base di guerra radio elettronica che guida i droni con radiofrequenze, dannose, peraltro, alla popolazione di quella zona.

Il giornalista Antonio Mazzeo ha sintetizzato le problematiche finanziarie che interessano alle grandi nazioni del mondo attraverso i loro rappresentanti: cioè soltanto il 10% della popolazione mondiale più ricca che possiede il 90% della ricchezza mondiale. Costoro, annualmente, s’inventano una passerella in una località del mondo con l’aiuto dell’ospite di turno: nel nostro caso l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha calato dall’alto, sui taorminesi, la militarizzazione del territorio più bello del mondo. “Queste attività militari – dice Mazzeo – non sono altre che prove di autoritarismo perpetrate a discapito di popolazioni che non possono neppure fiatare altrimenti rischiano la propria incolumità e fisica, e giuridica”.

Oltre gli interventi di compagni del territorio e della segreteria regionale, hanno parlato il segretario regionale del PCL Giacomo Di Leo e il rappresentante di “Risorgimento Socialista” Antonello Longo.

Le conclusioni sono state tenute da Luca Cangemi della segreteria nazionale del PCI che ha riassunto gli interventi precedenti, confermando l’intenzione del Partito di indire la “Conferenza dei Comunisti del Mediterraneo” da tenersi a fine giugno a Catania.

La nota lieta: in sala arriva un saluto a voce alta “Buona sera compagni”.

E’ un anziano che vive a Bianco, in Calabria. Chiede di poter parlare.

“Ho 89 anni e stasera ho vinto alla Sisal” – dice – “Ho ricevuto una telefonata da mia figlia che lavora all’Ospedale Sirina di Taormina: c’è una bandiera con la falce e il martello esposta all’ingresso del Duomo. Ed eccomi qui, in mezzo ai compagni, felice di esserci”.

I comunisti si cercano e si affratellano e la loro passione non ha né età, né confini.

Antonio Bertuccelli, segretario regionale Pci Sicilia

 




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