«E' bene che chi considera il Prc una casa snaturata, si cerchi un'altra casa»
«Vivere da separati in casa mi pare un non senso». Con queste parole Nichi Vendola ha annunciato in un'intervista al Tg3 che lascia Rifondazione Comunista
Una decisione, continua, che «per ora, resta individuale. Io parlo per me, non voglio una leva militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza». Il tutto si concretizzerà sabato a Chianciano dove i sostenitori della mozione congressule del Governatore della Puglia, sconfitta all'ultimo congresso, si riuniranno. «Credo che chiuderemo una stagione politica, faremo i conti con questa crisi travolgente della sinistra che c'è in Italia. Con tante compagne e compagni di Rifondazione c'è oggi un corto circuito, non solo della politica, ma pure del linguaggio». E quando una casa non è più tua «è importante prenderne atto e mettersi a cercare una casa nuova», ha concluso Vendola.
Quale? Per ora il prossimo scoglio sono le elezioni europee di giugno e in casa Vendola si parla di una lista comune con Sd, parte dei Verdi e la mozione di minoranza del Pdci. Se sarà da subito una nuova aggragazione è ancora in forse, probabilmente verrà deciso alla fine del mese prossimo quando si terrà il secondo atto dell'assemblea pubblica tenutasi all'Ambra Jovinelli. Anche se l'addio di Vendola è a titolo personale i nomi degli altri pronti a lasciare sono noti, come l'ex segretario Giordano e l'ex capogruppo alla Camera Migliore.
Alla Rifondazione comunista che rimane invece tale, arriva nuovamente la proposta del segretario del Pdci Diliberto che in occasione dell'anniversario della nascita del Partito Comunista d'Italia lancia il suo appello «rimettiamo insieme i cocci. Noi siamo pronti. Non abbiamo niente - afferma Diliberto - di cui vergognarci e dobbiamo rivendicare con orgoglio la nostra storia. Non per il passato, ma perché vogliamo che quella tradizione, quella storia, quella cultura politica possa vivere ancor oggi. E in fondo è la nostra proposta di oggi, la riunificazione dei comunisti. Per lo meno noi e Rifondazione Comunista che veniamo da una comune storia e abbiamo alle spalle una divisione, di cui io francamente non vedo più la ragioni già da qualche anno, proviamo a rimetterci insieme».
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