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Verso l'11 ottobre PDF Stampa E-mail
martedì 07 ottobre 2008

Sample ImageDiliberto, «in Italia c'è bisogno di un Partito comunista perché non c'è nessun altro che fa opposizione».

«I rapporti tra un nuovo Partito comunista, che riunisca Pdci e Prc ed il Pd sarà possibile solo dopo la sconfitta dell'attuale gruppo dirigente del Partito Democratico».

Queste le parole del segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, a Gambarie d'Aspromonte alla Festa Rossa del Pdci, dove ha parlato del Pd, appunto, e dell'ormai imminente manifestazione dell'11ottobre. «I rapporti col Pd dipenderanno innanzitutto dal Pd perché la rottura unilaterale l'ha provocata Veltroni. La mia opinione è che per riaprire un discorso ed un confronto tra un nuovo Partito comunista e il Pd si debba sconfiggere l'attuale gruppo dirigente del Partito Democratico, responsabile di una sconfitta di portata storica. Io - ha concluso - sono disponibile al dialogo ma sulla base di questo prerequisito».

Alla manifestazione dell'11 ottobre poi, contro le politiche economiche del governo e di Confindustria «spero di vedere tante bandiere rosse mischiate tra loro perché dobbiamo innanzitutto rimettere insieme i comunisti», ha proseguito Diliberto.

«Tenderei a separare processi politici da una manifestazione che è contro il governo e contro la Confindustria - ha aggiunto - tuttavia ritengo che dobbiamo far cessare la separazione di dieci anni fa e tornare insieme in un unico partito, noi e Rifondazione. Dopo l'esito del congresso di Rifondazione e l'elezione di Paolo Ferrero penso ci sia questa possibilità. Ovviamente è un processo ed è terreno di battaglia politica, però si può aprire un processo di riunificazione. I Comunisti italiani, in ogni caso, sono pronti».

«In Italia - ha spiegato Diliberto - c'è bisogno di un Partito comunista perché non c'è nessun altro che fa opposizione al governo Berlusconi. Di Pietro la fa a suo modo e la fa sui temi della giustizia, della legalità, dell'informazione. Tutte cose importantissime, ma sul piano sociale, di fronte ad un Governo ed a Confindustria che vogliono abolire il contratto collettivo di lavoro o facciamo l'opposizione noi o non la fa nessuno».




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