Pubblichiamo di seguito due contributi, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Contro la violenza sulle donne, una battaglia culturale senza quartiere. di Angela Rosa Sinisi e Alessia Di Donato
Oggi 25 novembre, si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un tema di di stringente attualità e dalle drammatiche proporzioni. Si stima infatti che oltre il 70% delle donne abbia subito nel corso della sua vita un qualche tipo di violenza. Impressionanti sono i dati sul numero di donne uccise nel mondo e nel nostro paese, in seguito alle violenze subite. La “rosa” delle molestie è così ampia che è facile comprendere come il numero di donne che ne sono state vittime sfiori la totalità; fisiche, sessuali, psicologiche, stalking, per le strade, sul posto di lavoro, tra le mura domestiche… Ma la forma di violenza più grande subdola e che riguarda tutte le donne e la società nel suo insieme e che è la madre di tutte le violenze, è di certo quella culturale. Quella che fa della donna un oggetto da possedere, da mostrare, che le toglie dignità, potere di autodeterminazione, che la vorrebbe schiava del padrone, senza il quale non è nulla non esiste e quindi può, nei casi più estremi, anche decidere della vita e della morte del suo “oggetto“. Gli abusi, le violenze di ogni genere sono figli di una cultura maschilista che non considera o non vuole accettare la donna come soggetto libero, che le nega il diritto all’ autodeterminazione, che la relega in ruoli secondari della società, che le nega un salario pari a quello degli uomini, che spesso le nega il lavoro stesso, la possibiltà di essere madre e lavoratrice, di realizzare le proprie aspirazioni se non a prezzo di enormi sacrifici e rinunce. Quello che bisogna fare è intraprendere una battaglia culturale senza quartiere, arrivare alla reale democrazia di genere e permettere alla donna di potersi realizzare nella pienezza di tutta la sua soggettività.
Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni, per la sua intelligenza che avete calpestato, per il suo corpo che avete sfruttato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la liberta' che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: "IN PIEDI SIGNORI, DAVANTI A UNA DONNA!!" (William Shakespeare)
25 Novembre 2011 - giornata mondiale contro la violenza sulle donne. di Laura Meloni Ricorre oggi 25 Novembre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In Italia i dati ISTAT ci parlano di circa sette milioni di donne vittime di violenza. È allarmante scoprire che la fascia d’età più colpita è quella fra i 16 ed i 24 anni. I maggiori responsabili sembrerebbero essere partner e parenti stretti. È un problema di cui si parla ancora troppo poco, che si insinua in una realtà, quella familiare, che dovrebbe rappresentare il contesto di massima protezione per ogni individuo. Purtroppo è proprio li che si verificano i maggiori soprusi nei confronti delle donne che molto spesso, non prendendo immediata coscienza del male che ricevono, scelgono di tacere e non denunciare. A compiere questi gesti violenti solitamente sono persone “ordinarie” che, nell’immaginario comune, ed in primis per le vittime, non ne sarebbero mai state capaci. Si sviluppano così, sul terreno dell’omertà e della vergogna, situazioni di giorno in giorno peggiori che non di rado si concludono con la fine più drammatica. Sono poche quelle che hanno la prontezza e la possibilità di difendersi e, quando decidono di farlo, frequentemente si scontrano con l’indifferenza, l’incredulità, lo sminuimento del problema da parte delle persone a cui chiedono aiuto. Vorrei che fosse chiaro che la violenza contro le donne non riguarda solo le donne e non è un affare privato come può sembrare, è una questione che riguarda tutta la società e non fa alcuna distinzione geografica, sociale, culturale. Tutto questo è la riprova che la tanto sbandierata parificazione fra i sessi è tutt’altro che compiuta. La violenza è sia la più resistente espressione di dominazione che persiste sulle donne sia il riflesso di un'organizzazione di genere della società, dove donne e uomini, se hanno gli stessi diritti legali, non hanno ancora lo stesso status e le stesse opportunità di emancipazione. La sinistra sa perfettamente che la violenza contro le donne nella sfera pubblica e privata è saldamente ancorata alle disuguaglianze. Pur riconoscendo che alcuni passi in avanti nel corso degli anni sono stati fatti non li riteniamo ancora sufficienti ed è per questo che non abbiamo nessun dubbio nel ricordare al Governo la necessità di mettere in atto ulteriori misure a contrasto della violenza basata sul genere operando sui fronti della prevenzione, della protezione e soprattutto del sostegno alle vittime.
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