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Dopo la tragica fine del boss gelese Emanuello, ucciso ieri durante un blitz antimafia, stanotte a Cantania arrestati altri 70 affiliati a Cosa Nostra, tra i quali anche il boss figlio di Nitto Santapaola. L’antimafia siciliana sembra volersi togliere tutti i sassolini dalle scarpe...
Ciò che è accaduto tra ieri e oggi ha infatti dell’incredibile, se consideriamo i lunghi anni di stasi a cui siamo abituati nel fronte della repressione. In poche ore due pericolosissimi boss, sono stati annientati, e si aggiungono in Sicilia alla gia lunghissima scia di arresti eccellenti degli ultimi tempi: su tutti i palermitani Tommaso Cannella, Salvatore Lo Piccolo e Bernardo Provenzano, il boss dei boss. Era stato ucciso ieri dunque Daniele Emanuello, 42 anni, durante un blitz delle forze dell’ordine. Boss latitante nelle campagne di Enna, Emanuello apparteneva alla storica famiglia Gelese di Cosa Nostra, in perenne lotta contro la Stidda. Una guerra di mafia sofferta che ha segnato l’esperienza di rivalsa guidata dal compagno Rosario Crocetta, sindaco di Gela già alla seconda legislatura. Negli ultimi 15 anni Emanuello, grazie ai contatti della famiglia fuggiti dopo quella sanguinosa faida dei primissimi anni novanta, controllava spaccio e rapine in Liguria, in Lombardia, ed in Germania mentre una cellula autonoma della sua famiglia gestiva appalti per conto suo in Friuli. L’altra gradita sorpresa delle ultime ore. Questa notte i Carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito un blitz che ha portato in carcere ben 70 affiliati a Cosa nostra. Tra gli arrestati c'è Enzo Santapaola, 38 anni, uno dei più potenti boss della Sicilia orientale, figlio maggiore del capomafia ergastolano Benedetto “Nitto”. Ma ci sono anche tre donne, accusate di tenere i collegamenti tra le cosche e il famigerato killer delle carceri, Antonino Faro, più volte evaso e adesso ergastolano, protagonista di un efferato omicidio negli anni 80 che ha del surreale. Aveva infatti ucciso a coltellate nell’87 nel carcere di Nuoro il boss Francis Turatelo, strappandogli il fegato e mangiandoselo! Altri arresti eccellenti dunque, che confermano la bontà delle indagini e dei provvedimenti repressivi degli ultimi tempi, adesso che la lotta alle mafie, almeno negli ambienti siciliani delle forze di polizia, sembra essere diventata una vera priorità. Stefano Perri, Responsabile Antimafia Federazione Giovanile Comunisti Italiani
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