"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
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CONFERENZA REGIONALE FGCI. LA RELAZIONE DI EMANUELE PAGANO PDF Stampa E-mail
martedì 13 dicembre 2011

Sample Image"Al pessimismo della ragione, care compagne e cari compagni, come ci insegna ancora una volta Antonio Gramsci, bisogna possedere anche l’ottimismo della volontà. Bisogna ancora credere che gli italiani siano in grado di reagire e per tutti gli italiani onesti, che ci sono e sono tanti, bisogna lottare".

 Care compagne e Cari compagni,

oggi siamo qui per celebrare la nostra conferenza di organizzazione regionale, preparatoria rispetto a quella che si svolgerà il prossimo 14 e 15 Gennaio a Napoli. Questi ultimi anni sono stati contraddistinti per noi da enormi sacrifici politici ed economici dovuti alla nostra drammatica fuoriuscita dal parlamento nazionale.Essere fuori dalle istituzioni politiche nazionali ci è costato moltissimo in termini di risorse economiche da poter destinare all’attività politica ed anche in termini di risorse umane. Purtroppo molti compagni hanno lasciato la nostra organizzazione, spinti dalle più disparate motivazioni, chi per approdare a lidi più felici e più ricchi di risorse e possibilità, altri perché magari non se la sentivano di affrontare le difficoltà che ci avrebbero atteso da li a poco.

Tuttavia, i compagni che invece sono rimasti uniti a noi nella nostra organizzazione barcamenandosi tra mille difficoltà sono comunque riusciti a tenere viva la nostra associazione, hanno condotto un grande lavoro politico sia sui territori, che anche al livello nazionale, dimostrando che i comunisti, non si arrendono davanti alle difficoltà e che comunque vadano le cose sono, non soltanto presenti, ma sempre in prima linea per cercare di cambiare lo stato di cose attuali.

A queste compagne e a questi compagni che hanno lottato in tutto questo periodo di estrema difficoltà va il nostro plauso di compagni militanti.Abbiamo pagato la nostra drammatica uscita dal parlamento anche in termini di esposizione mediatica. Un po’ tutti vi sarete certamente accorti che per noi è praticamente un miracolo essere invitati in qualche talkshow di attualità o di politica, ma è altrettanto difficile finanche essere intervistati in qualche tg nazionale o regionale per poter esporre le nostre posizioni politiche in merito a questo o a quel problema che attanaglia il Paese.

Nei nostri confronti c’è stata e c’è ancora una vera e propria censura mediatica. Ad aggravare il problema dell’esposizione mediatica del nostro partito, come se non bastasse già, si è aggiunta la chiusura, ancora una volta per problemi squisitamente economici,  della redazione del nostro giornale “LA RINASCITA DELLA SINISTRA”, che ci ha tolto così la possibilità di portare nelle edicole il nostro pensiero, la nostra linea, quello che Gramsci avrebbe definito “il nostro intellettuale collettivo”.

Il termine da me utilizzato per descrivere la nostra uscita dal parlamento: DRAMMATICA, che è un termine molto forte, non è  messo li a caso; io giudico drammatica la nostra uscita dal parlamento non soltanto per i motivi legati alla nostra situazione interna ma soprattutto per la situazione in cui versa il nostro Paese.

Negli ultimi anni siamo stati guidati da un governo di incapaci, e spesso di inquisiti, che nulla hanno fatto se non quello di cercare di allontanare i guai giudiziari del loro “presidente-padrone”. Un governo di incompetenti, dicevo, che ha portato l’Italia sull’orlo di un baratro finanziario. Potrei certamente dire molto circa quello che si è sentito nei telegiornali, nei talk-show, e letto sui giornali, dell’”armata branca-leone” composta da Berlusconi e dai sui lacchè.

Sul comportamento individuale di molti di essi c’è solo da rabbrividire, giri di depravazione, con tanto di droghe e con festini a base di “BUNGA-BUNGA” che si svolgevano nelle varie stanze delle ville del premier, alla presenza di svariate escort che talvolta erano delle minorenni, altre volte… aimè anzi ahinoi, in presenza di eminenti esponenti del governo del nostro Paese.

Ma compagne e compagni,

in tutta onestà non voglio metterla su di un piano morale, anche se credo che gli estremi ci siano tutti, ma voglio attaccare quel governo su un piano squisitamente politico, così come del resto si addice a noi comunisti. Quello è stato il governo che all’indomani delle elezioni aveva la più larga maggioranza che un governo abbia mai avuto dal dopo guerra ad oggi, sia alla Camera che al Senato, tutti ci saremmo aspettati riforme epocali. In un certo senso meglio che non le hanno fatte, se, come annunciato varie volte, si trattava di cambiare la costituzione, distruggendola nelle fondamenta, ad esempio. Invece questo è stato uno dei governi più immobili che l’Italia possa ricordare, tutti i vari proclami fatti in campagna elettorale sono rimasti tali. Anzi doveva essere il governo che aboliva le tasse, ed invece la pressione fiscale è aumentata, doveva essere il governo che dava lavoro a tutti ed invece la disoccupazione, soprattutto quella giovanile è drammaticamente aumentata. Bensì è aumentata l’evasione fiscale, uno dei cancri della nostra Penisola, sono aumentati gli sprechi, e come dimenticare gli inciuci politico-affaristici portati avanti dai vari bertolaso e company. Purtroppo il parlamento è anch’esso il peggiore che dal dopo guerra ad oggi si sia mai visto, e non solo perché fatto da nominati, ma perché i nominati del premier sono tutti amici del premier, ballerine del premier, igienisti dentali del premer passatemi la battuta, infatti questo è il parlamento che meno ha legiferato, snaturando di fatto quello per cui la nostra costituzione antifascista e repubblicana è stata pensata e fatta, che è nata, lo ricordo sempre, dalla resistenza italiana fatta, si anche da cattolici , da liberali, da socialisti, ma soprattutto da tutte le compagne e i compagni comunisti che hanno versato il loro sangue per la nostra libertà.

La nostra costituzione dicevo, è stata snaturata in quanto si sono accentrati due poteri nelle mani della stessa persona cioè del premier, quello esecutivo e quello legislativo che spetterebbe al parlamento, tutti possiamo immaginare la gravità e la crisi democratica conseguente all’accentramento di questi poteri.

La magistratura che detiene il potere giudiziario è stata messa sotto attacco ed è stata oggetto sistematico di denigrazioni volte a suscitare nei confronti di essa un sentimento di sfiducia da parte dell’opinione pubblica  così che Berlusconi anziché essere perseguito giustamente perché un fuorilegge, risultasse invece “un perseguitato politico da parte di una magistratura rossa e golpista che non rispetta il volere popolare!”; come se questo fantomatico “volere popolare” possa garantire l’immunità dai reati e l’autorizzazione a stare al di sopra delle leggi! È qui che sta tutta la drammaticità di non essere in parlamento, perché i comunisti sono stati e saranno sempre le sentinelle della democrazia e della libertà, ed ecco la necessità che abbiamo a tornare in parlamento, non per far sedere su qualche poltrona questo o quel compagno, non per i soldi dei rimborsi elettorali ma per garantire la libertà, la democrazia e una equità sociale che altrimenti non può esistere, in un sistema che sempre più è dominato dai poteri forti e dalle banche.

Purtroppo le malefatte di questo governo non finiscono qui.

Sul versante della scuola, dell’università ma più in generale nel mondo dei saperi, della cultura artistica, dei beni culturali, tutto, quel governo è stato un vero e proprio tsunami, ha spazzato via risorse su risorse tagliando tutti i finanziamenti alla scuola e alle università pubbliche, ai siti archeologici, ai musei, ai teatri, ecc.. perché ovviamente quelle private non sono mai state toccate anzi i loro già corposi finanziamenti sono stati rinvigoriti, lasciandole in uno stato di degrado e di abbandono alla mercé di rettori che a volte sono illuminati ma che altre volte, e Catania ne è un triste esempio, hanno peggiorato anche la riforma Gelmini stessa recependola senza colpo ferire, aumentando le tasse ai poveri studenti, tagliando a loro volta le risorse per borse di studio e come nel caso di Catania appunto tagliando anche le borse per i dottorati di ricerca, un disastro! Una cultura insomma che la si vuole rendere sempre più elitaria ed appannaggio delle classi più abbienti abbandonando ad una vera e propria “macelleria sociale” tutti gli altri e demolendo l’unico ascensore sociale possibile che è l’accesso ai saperi, e cioè scuola e università, contravvenendo ancora una volta al diritto sancito dalla costituzione di poter essere tutti cittadini eguali e con le medesime possibilità e non alcuni di serie A e altri di serie B, solo per diritto di nascita…. questo care compagne e compagni si chiama medioevo non sviluppo! Questo governo non si è minimamente preoccupato del gravissimo problema che attanaglia l’Italia ma soprattutto il meridione che è l’abbandono scolastico.

Centinaia di ragazze e ragazzi, provenienti per lo più dai quartieri popolari sempre più emarginati ed abbandonati a loro stessi, lasciano gli studi, anche quelli che dovrebbero essere dell’obbligo, per diventare facili prede della malavita organizzata, che in assenza di uno Stato forte e autorevole, rappresenta l’unica mendacia ed effimera forma di sopravvivenza. Tutto ciò, spesso accade, nell’indifferenza o peggio ancora col bene placido dei famosi “benpensanti” che dimostrano il loro teorema che “non tutti siamo adatti ad andare a scuola”.

Non è vero, “carissimi benpensanti”, tutti dobbiamo andare a scuola a prescindere dal lavoro che si andrà a fare, sia esso a carattere tecnico-manuale o no, perché la scuola è l’unica istituzione in grado di creare cittadini onesti e rispettosi del prossimo. La cultura mentale è indispensabile per costruire una società che sia affrancata dalla delinquenza e da quella che spesso abbiamo definito come “mens-mafiosa” cioè un atteggiamento che tutti almeno qui al meridione hanno, chi più chi meno, e che per intenderci è quel modo di voltarsi dall’altra parte se si è presenti a qualche ingiustizia di qualunque natura.

Noi della FGCI vogliamo che l’obblio scolastico sia innalzato a 18 anni e che le istituzioni prendano seri provvedimenti per impedire l’abbandono scolastico.

In ogni caso in quel governo hanno pensato solo di tagliare tutte le risorse possibili. Avevo già accennato alla grave crisi finanziaria a cui il governo Berlusconi colluso con le banche e con i poteri forti ci ha portato, una crisi che è stata causata dall’alta finanza e dagli speculatori che ci sono dentro e fuori i confini nazionali, ma che in Italia è aggravata da una evasione fiscale senza eguali nel mondo. Le stime sono intorno ai 200 miliardi di Euro, che per intenderci se questi soldi fossero recuperati potremmo nel giro di pochi anni pagare il debito pubblico che opprime ogni italiano sin dalla propria nascita. Il nostro Paese necessita una riforma fiscale che vada verso un sistema virtuoso dove convenga a tutti esserne parte e non come è la situazione attuale dove in certi casi essere un evasore è quasi un alibi dettato dalla necessità. Anche su questo versante il governo Berlusconi non ha fatto niente anzi no, chiedo scusa, qualcosa ha fatto, ha fatto il condono fiscale e cioè ha detto a tutti gli amici loro evasori fiscali per milioni e milioni di euro che potevano riportare questi capitali in Patria, senza nessuna garanzia di investimento produttivo,  pagando una somma minima e garantendo l’anonimato, un vergognoso atto nei confronti di chi lavora ed onestamente paga le tasse, che vede leso ancora una volta il diritto costituzionale di uguaglianza davanti alla legge.

Oltre che al pessimismo della ragione, care compagne e cari compagni, come ci insegna ancora una volta Antonio Gramsci, bisogna possedere anche l’ottimismo della volontà. Bisogna ancora credere che gli italiani siano in grado di reagire e per tutti gli italiani onesti, che ci sono e sono tanti, bisogna lottare.

Ne è una prova la straordinaria vittoria del referendum sull’acqua e sui beni comuni, in quella occasione gli italiani hanno risposto così come dovevano, dicendo a questi capitalisti straccioni che abbiamo in Italia che l’acqua è un bene comune e non si tocca. In occasione di questa grande campagna referendaria il nostro partito ma anche e soprattutto la nostra organizzazione giovanile ha dato un contributo che io giudico formidabile e di cui andarne fieri. Alla grave situazione nazionale si aggiungono altri problemi gravissimi che vengono da una profonda crisi del sistema capitalista.

 Vedete nel 1989 quando cadeva il muro di Berlino e si chiudeva una fase politica fatta dalla contrapposizione di due grandi blocchi, quello sovietico e quello occidentale, ci avevano fatto credere, o perlomeno avevano fatto credere, perché noi comunisti non abbiamo mai creduto ai padroni,  che dal quel momento il mondo avrebbe conosciuto una nuova fase di prosperità, di pace, di uguaglianza e di benessere.

A distanza di venti e più anni, possiamo certamente affermare che avevamo ragione noi, non c’è stata nessuna pace, nessuna prosperità, nessuna equità nella distribuzione delle risorse globali, anzi i poveri sono via via diventati sempre più poveri le diseguaglianze si sono acuite, le guerre si sono infittite e c’è stata una rincorsa per accaparrarsi le risorse minerarie e umane da sfruttare e spremere fino all’osso senza precedenti.

Noi comunisti, siamo stati e siamo tuttora delle “Cassandre” destinati da un fato crudele a dire ma a non essere creduti, che questo sistema economico non è compatibile con la vita in questo pianeta, la dimostrazione che un problema ambientale esiste è ormai sotto gli occhi di tutti. Continue inondazioni e uragani da una parte, siccità e desertificazione avanzante dall’altra, fusione dei ghiacciai, distruzione delle foreste, estinzione di molte specie di esseri viventi non sono scenari apocalittici di invasioni aliene, ma bensì i risultati di una azione disastrosa compiuta in nome dell’efficienza del mercato negli ultimi cento anni e più anni volta a depauperare tutte le risorse ambientali. Una speranza di cambiamento di questo sistema forsennato, che vede anche i paesi più poveri costretti a ricorrere il mito dell’efficienza produttiva del consumismo, deve restare e resta viva in tutti noi. Noi pensiamo che la legge del mercato capitalistico debba essere cambiata alla radice, in favore di una nuova forma di sistema produttivo regolato dalla legge della compatibilità ambientale e dal diritto di ogni essere umano a sviluppare le proprie potenzialità fisiche e intellettuali. Da qui la nostra speranza e l’essenza della nostra lotta. Basti pensare che ad oggi oltre metà della popolazione mondiale è governata da partiti comunisti o da alleanze in cui essi fanno parte. Mi riferisco oltre che alla storica e gloriosa esperienza cubana, anche a gran parte del continente sud americano ed all’esperienza cinese, che se pur con alcuni importanti limiti, di cui dovremmo parlare ed approfondire in primis con lo studio, come suggerisce il compagno Diliberto, rappresenta oggi per molti aspetti l’ancora di salvezza di un intero pianeta. Che fare allora in questo contesto sociale politico ed economico?

Certamente combattere contro tutte le forze reazionarie. Questo per noi comunisti siciliani (ma non soltanto per noi purtroppo) significa anche e soprattutto combattere la mafia seguendo l’esempio di compagni che hanno pagato con la propria vita, come Peppino Impastato, come Placido Rizzotto, come il segretario del PCI siciliano Pio La Torre, per fare soltanto qualche esempio.

È proprio sugli insegnamenti che ci hanno lasciati in eredità questi eroi moderni, che purtroppo non avevano superpoteri fisici, ma ne avevano uno grandissimo quello di non avere paura e di non abbassare la testa mai davanti ai mafiosi e davanti ai potenti che si fonda la nostra azione.

E’ sui loro insegnamenti che ci dobbiamo basare per dire anche al Pd siciliano che sta sbagliando a sostenere un governo siciliano guidato da un illusionista , sta sbagliando a voltare le spalle alla parte migliore della Sicilia per mischiarsi con chi con la storia del Partito Comunista Italiano e della parte migliore della DC non centra niente.

Facciamo una coalizione ampia a sinistra anche in Sicilia e proviamo a scacciare queste piaghe che rendono il nostro sud peggio del terzo mondo per certi aspetti. Bisogna intervenire molto seriamente sulla confisca non solo dei beni mafiosi ma anche nel contrasto  delle loro attività e dei loro patrimoni, è stimato che tutte le mafie gestiscano in Italia qualcosa come 150 miliardi di Euro che se li sommassimo si 200 Miliardi dell’evasione fiscale scopriamo di vivere in un Paese che è ricchissimo di risorse ma che questi soldi finiscono in mille rivoli affaristico-mafiosi.

Chiaramente noi come partito, ma anche come giovanile dobbiamo fare la nostra parte, rafforzandoci in tutte le federazioni della nostra regione.

Attualmente stiamo attraversando un momento sicuramente poco felice, infatti a parte la federazione di Catania che resta la realtà più forte ed organizzata, ma dove anche li bisogna intervenire soprattutto sulla città, per riorganizzare e rafforzare il lavoro svolto fino ad adesso dal compagno Musumeci, a cui rivolgo uno speciale ringraziamento, con il nuovo coordinatore il compagno Enzo Rosa, a cui assicuro sin da adesso il massimo sostegno da parte della FGCI regionale, dobbiamo svolgere un lavoro mirato sulla città anche in vista delle future campagne elettorali dove la FGCI ha svolto sempre un ruolo cruciale di aiuto al partito. A parte la realtà di Catania dicevo, la nostra organizzazione deve essere rinforzata, a partire dalle federazioni che stanno nascendo come quella di Caltanissetta dove diversi compagni si sono avvicinati con tanta voglia di fare a cui assicuro anche li un grande sostegno o come la storica federazione di Enna dove con il compagno Siciliano che è anche consigliere comunale a Troina, abbiamo sempre lavorato con grande simbiosi e dove anche li di recente c’è stato l’avvicinamento di nuovi compagni provenienti dalla città di Valguarnera,  a Messina dopo la spiacevole uscita dal partito della compagna coordinatrice provinciale stiamo provando a riorganizzarci con l’ausilio di alcuni compagni giovani e del segretario provinciale del partito.

Compagni sparsi sono presenti nelle altre federazioni a cui bisogna dare una mano organizzativa, mentre dal punto di vista della FGCI regionale si sente molto la mancanza della nostra organizzazione nella città capoluogo, a Palermo, dove si rende necessario un lavoro serio di ricostruzione in cui certamente deve essere investita la FGCI nazionale il partito siciliano.

Infine una nota davvero dolente, dove come regionale ed anche nazionale abbiamo cercato invano di sistemare una situazione che si stava logorando tra giovanile e partito. Mi riferisco alla disastrosa situazione di Pachino, dove abbiamo perso 30 compagni validissimi e serissimi, perché il partito del luogo non ha saputo dare alla FGCI il supporto necessario e su cui anche come partito un ragionamento dovrà essere fatto. È chiaro ed evidente a tutti che i Comunisti sono contro quella che la società civile definisce la “casta” ma dobbiamo essere altrettanto contro chi gioca a fare demagogicamente dell’anti-politica la sua bandiera, consci che le idee politiche sono essenziali ed alla base di un possibile cambiamento dello stato di cose attuali, caro Grillo e caro movimento a 5 stelle voi giocate a nascondino, giocate ad aumentare la confusione, non prenderete mai in giro i comunisti! Unitevi a noi, piuttosto, e scacciamo i privilegi della casta insieme,  invece di proclamarvi indipendenti da tutto e da tutti, e dunque finire per fare il gioco di chi dite di detestare! E noi non possiamo credere più alla vostra buona fede! Il nostro partito con l’ultimo congresso svoltosi poche settimane fa ha sancito la sua nuova linea, noi comunisti crediamo che oggi i tempi siano maturi affinché si riuniscano in un serio progetto tutte le forze comuniste.

Crediamo che sia assurdo che ci sia ancora più di un partito comunista, vogliamo lavorare affinché si faccia un solo partito. Come giovanile ci stiamo lavorando già da diversi mesi, abbiamo messo in campo sotto la spinta propulsiva del nostro esecutivo nazionale il progetto di RIBALTA/ ALTERNATIVA RIBELLE che non ha l’ambizione di essere la giovanile unica ma che vuole offrire  una casa ed uno strumento di lavoro non solo alle due giovanili per la causa dell’unità dei comunisti ma anche a tutte quelle giovani e quei giovani che magari non sono ne’ della FGCI ne’ dei GC ma che potrebbero trovarsi dentro RIBALTA.

Il 15 Ottobre scorso siamo scesi in piazza ed eravamo tantissimi e molto organizzati, basta pensare che il nostro spezzone in quel magnifico corteo aveva più di 70 compagni impegnati nel servizio d’ordine. Poi purtroppo sappiamo com’è andata a finire e quindi anziché parlare delle miriadi di bandiere rosse che gridavano all’allora governo Berlusconi di andare a casa si è parlato solo di quegli spiacevoli scontri, alimentati ad arte, e lo dico davvero senza polemica alcuna. Sono sicuro, care compagne e cari compagni che il lavoro che ci attende è forse ancora più difficile e complicato.

Mi riferisco, ovviamente all’azione di opposizione anche ancora una volta dobbiamo fare al di fuori dalle aule parlamentari nei confronti del governo del Sen. Mario Monti.

È purtroppo passato come inevitabile, anche a causa di alcuni pezzi del centro sinistra, che era inevitabile fare questo governo definito “tecnico”. Direi che definire il nostro attuale governo “tecnico” è un eufemismo. Un governo guidato da un degno rappresentante dell’alta finanza italiana ed internazionale, che è ovviamente stato messo li dai poteri forti che ci sono nel nostro paese per garantire solo i loro interessi classisti. Noi comunisti l’abbiamo detto sin da subito, anzi sin da subito chiedevamo le elezioni che avrebbero purificato il nostro parlamento oltre che il governo, in ogni caso abbiamo detto sin da subito che questo sarebbe stato un governo di destra, classista e che avrebbe fatto pagare ancora una volta ai soliti noti la crisi che loro ed il loro sistema ha generato, ed ancora una volta non siamo stati creduti o ci veniva detto che l’Italia non si poteva permettere di andare a votare perché eravamo sull’orlo della crisi, che dovevamo riacquistare credibilità in Europa. Ebbene adesso gli Italiani si stanno accorgendo a loro spese che ancora una volta i comunisti avevano ragione, saremo noi a pagare la crisi con ulteriori aumenti di IVA, carburanti, e tutto quello che rappresenta non un bene di lusso ma bensì un bene di prima necessità. Della famosa patrimoniale tanto millantata, non ve traccia.

Dobbiamo lavorare con tutti gli strumenti che possiamo mettere in campo, manifesti, volantini, radio su internet come hanno fatto i compagni di Caltanissetta, comizi, speakeraggi, giornalini e chi più ne ha più ne metta perché care compagne e compagni il nostro sogno quello di costruire una società più equa, senza disparità dove ci sia il rispetto tra gli individui e per la natura non è irrealizzabile… è possibile, basta fare capire alla gente che bisogna affrancarsi dalle furie dell’interesse privato e parafrasando un noto film che bisogna affrancarsi dall’insensata lotta per la sopravvivenza a cui si ispira il sistema capitalista, bisogna affrancarsi dal carrierismo a cui ci spinge il consumismo di questa società della finta ricchezza camuffata dall’opulenza, e che bisogna andare verso un mondo in cui si metta al centro l’individuo come essere sociale e non l’individuo come essere competitivo e schiavo dei dio denaro, che bisogna ambire ad una società fondata sul lavoro, sulla volontà e sulla speranza, quella che oggi pian piano ci stanno togliendo. Desidero chiudere con una frase che sembra essere ultimamente molto di moda di un grandissimo uomo che ha detto che “non bisogna mai andare indietro, neanche per prendere la rincorsa”. Quest’uomo era Ernesto CHE Guevara                                                

Emanuele Pagano, Coord. FGCI Sicilia e componente Esecutivo Nazionale




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