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Giu le mani dall'articolo 18 PDF Stampa E-mail
venerdì 22 febbraio 2008

Che si arrivasse a tanto non ce lo aspettavamo. Neanche dal Professore Ichino. Evidentemente non gli sono bastate le polemiche scaturite dalla sua uscita di qualche tempo fa, quando asserì, nel suo percorso per la “modernizzazione” del pubblico impiego, che vanno licenziati “gli statali fannulloni”, mostrando una sensibilità  che poco si addice ad un giuslavorista serio come lui ed innescando una vera e propria “caccia ai fannulloni”.

Ieri è tornato alla carica, e ben più pesantemente, facendosi ideatore di una proposta di contratto unico di assunzione che, in cambio dell’eliminazione di tutte le forme di contratto atipiche, preveda però la possibilità del “licenziamento libero”, che diminuirebbe nel corso degli anni. Quasi a dire che ormai, dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che esclude il licenziamento “senza giusta causa”, se ne potrebbe fare a meno.

Spero che si sia trattata di una provocazione, anche se non se ne ravvede bene il fine. Perché se così non fosse sarebbe molto grave.

Sarebbe grave per tutti i lavoratori precari, che vedrebbero aumentare la propria incertezza, sarebbe grave per il sindacato che già, con Fulvio Fammoni, CGIL, ha fatto sapere che “Restiamo contrari a modifiche”, ma soprattutto sarebbe grave per quei tre milioni di persone che, qualche anno fa, scesero in piazza in una grande manifestazione popolare a favore dell’articolo 18.

Ma nel 2003 il pericolo veniva da Berlusconi, oggi da un esponente del Partito Democratico, partito che ha ancora l’ardire di definirsi “di sinistra”, con un passato nelle fila del PCI negli anni ’80.

Crediamo fortemente che la soluzione del precariato non possa provenire da una proposta del genere, che, al contrario, non farebbe che diminuire le garanzie a tutela dei lavoratori. Crediamo e speriamo che il Professore Ichino abbia preso una svista, che domani dica: “Ops, scusate, mi sono sbagliato”.

Noi ce lo auguriamo, perché in cuor nostro speriamo ancora che il PD sia un partito che guarda dalla parte giusta, quella dei lavoratori. Purtroppo, a vedere le candidature non si direbbe.

Elisa Mariotti, Responsabile Lavoro Federazione Giovanile Comunisti Italiani




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