"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
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IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI PDF Stampa E-mail
mercoledì 28 gennaio 2009
Indice articolo
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI
Pagina 2

Sample ImageIl 27 gennaio 1945 alle ore 11.59 i soldati dell’Armata Rossa guidati dal compagno Giuseppe Stalin liberavano il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia.

Il 27 gennaio 1945 alle ore 11.59 i soldati dell’Armata Rossa guidati dal compagno Giuseppe Stalin liberavano il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. dove la follia nazi-fasista aveva sterminato milioni di persone colpevoli semplicemente di essere considerati”diversi”.

Nessun orrore fu mai cosi pianificato, cosi “normale” e cosi semplice da compiere.

Il numero esatto di persone uccise a causa dei folli progetti di dominazione da parte dei nazi-fascisti è ancora soggetto ad ulteriori ricerche i documenti più recenti di provenienza Britannica parlano di: 5.6 – 6.1 milioni di ebrei, 3.5 - 6 milioni di civili slavi (polacchi), 2.5 - 4 milioni di prigionieri di guerra, 1 - 1.5 dissidenti politici (comunisti), 200.00 –  800.00 ROM e Sinti, 100.00 – 250.00 omosessuali, 2.000 testimoni di Geova.

Credo sia importante chiarire che la memoria del”giorno della memoria” riguarda noi, i vivi, e il progetto di vita comune che auspichiamo per noi e per chi viene dopo di noi.

La memoria di questo giorno non può e non deve riguardare solo la pietà, soprattutto adesso che i diretti testimoni di quelle atrocità vengono gradualmente a mancare, altrimenti la comprensione di un fenomeno storico diventa commozione sentimentale ed emotiva che non fa spazio alle responsabilità di ciascuno di noi.

In Italia il periodo che va dal 1938 al 1945 ci fu una dittatura politica, sociale e culturale. Si chiamava fascismo e apparteneva ad una precisa famiglia politica: quella dei razzismi culturali, per i quali il mondo si divideva in categorie afferenti al dato genetico della nascita, la stessa del nazismo. A quella famiglia appartiene il fascismo italiano  e con quella famiglia scelse di giocare il proprio destino.

Andrebbe fatta una riflessione seria sul ruolo che ebbero parte delle strutture padronali italiane nella collaborazione tecnica alla pratica dello sterminio, attraverso l' acquisizione di appalti per la fornitura di strutture e materiali idonei “allo scopo” (doccie a gas; forni crematori; baracche per gli internati; cucine; uffici; stalle). Le ferrovie italiane praticavano alla polizia di Hitler uno sconto pari alla metà del costo per spedizioni superiori a mille individui.

La storia dell’Italia del tempo è una storia fatta di persone vendute alle squadre di rastrellamento per un po’ di sale, e per la possibilità di rilevare aziende, proprietà, affari, negozi, posti di lavoro in nome del finto valore di una presunta "italianità" garante di un illusorio benessere futuro.

Questa è la storia banale ma bruciante della giornata della memoria. Per discuterne è necessario sgombrare il campo da falsi moralismi e analizzare le difficoltà di un paese che non riesce a fare i conti col proprio passato per individuare davvero ciò che dovrebbe riguardare davvero il “giorno della memoria”.

In Italia è cosi difficile parlare davvero del giorno della memoria perché noi abbiamo fin’ora raccontato a noi stessi una storia di vittime, e non anche di carnefici o complici..

“Il sonno della ragione genera mostri” e in questo periodo sonnolento nel campo delle idee e del pensiero, terreno fertile per qualsiasi opera di mistificazione revisionista della storia, dimenticando il debito di riconoscenza che tutti abbiamo nei confronti di Stalingrado, cioè dell’eroica resistenza del popolo Sovietico che inflisse una sconfitta decisiva alle orde nazi-fasciste modificando le sorti della seconda guerra mondiale a favore della coalizione antifascista.

Il pericolo autoritario è ancora presene sotto nuove forme, più subdole e, se possibile, ancora più viscide ed inquietanti, nelle strade delle nostre città e nei mezzi di comunicazione e si manifesta come intolleranza verso i più deboli, egoismo sociale ed individualismo sfrenato.

Siamo purtroppo ancora oggi costretti ad assistere all’eliminazione di ciò che viene considerato “diverso”, in nome della massificazione omologante del pensiero e dei modelli di comportamento che la società borghese si ostina a propinarci.

Che questo 27 gennaio debba servirci non solo per ricordare quel che è stato, ma debba anche e soprattutto fornirci la spinta per eliminare dalla storia il seme dell’intolleranza e del razzismo. Perché, come diceva Primo Levi, l’orrore dell’olocausto “è avvenuto, quindi può avvenire di nuovo”.

Ketty Bertuccelli, coordinatrice provinciale FGCI Messina


  Commenti (11)
 1 !
Scritto da LENIN, il 28-01-2009 11:11
Ben detto compagna! :P
 2 non dimenticare
Scritto da gluca pdci rc, il 28-01-2009 11:43
queste parole della compagna ketty sono chiaro segno di cosa la societa'e'stata e cosa rischia ancora di essere...mai piu'odio,razzismo,guerra
 3 da leggere
Scritto da Luciano Accetta, il 28-01-2009 12:39
brava ketty,bel documento. ke io invito a diffondere in tutti i canali ke ci sono...community,e-mail ecc ecc. complimenti ancora:-)
 4 memoria
Scritto da paolo, il 28-01-2009 13:54
il giorno della memoria deve essere anche un moito per lanostra resistenza contro tutte le ingiustizie
 5 memoria
Scritto da paolo, il 28-01-2009 13:56
il giorno della memoria..per non dimenticare che ancora oggi il mondo è pieno di ingiustizie
 6 ricordare... anche se...
Scritto da ceciuzzo, il 28-01-2009 14:21
ricordare i fatti tragici e mostruosi dell'olocausto è un dovere... ma forse bisogna far ricordare queste cose a chi ora fa la guerra, non che discendenti di chi ha vissuto quei tristi giorni, ad un popolo che cerca di difendere la sua terra da una invasione... non deve più succedere quello che è successo e che sta accadendo.
 7 SE 20 milioni vi sembran pochi
Scritto da Peppe, il 29-01-2009 11:39
Per fernare il Nazismo l'Unione Sovietica ha contribuito con 20 milioni di morto, l'America 300 mila ma nessuno nelle scuole o nelle Istituzioni lo ricorda.A liberare i campi di concentramento i primi furoni Loro, i Comunisti,ma nessuno lo ricorda.... sena di loro, i comunisti, la storia europea sarebbe stata sen'altro diversa , con più morti innocenti, con meno giornali, con il ricordo sbiadito di ebrei,rom e sinti, comunisti, omosessuali, tutti con un unico ideale .... abbattere fisicamente e moralmente il "diverso". Più o meno quello che vuole la Lega e non dice Berlusconi il quale privilegia affari e potere.Ricordiamo e soprattutto pensiamo fuori dal cosiddetto "pensiero unico".
 8 Scritto da Jacopo Polli, il 30-01-2009 10:30
Sia gloria in eterno all'Armata Rossa guidata da Giuseppe Stalin che ha salvato il mondo dalla barbarie nazifascista. 
Gli americani sono sbarcati a cose fatte, da bravi avvoltoi mafiosi quali sono, per accaparrarsi parte della vittoria e impedire all'Armata Rossa di liberare tutta l'Europa. il 90% delle forze armate tedesche è stato messo fuori combattimento dai compagni sovietici e nei territori liberati i nazisti sono stati epurati, mentre nelle aree occupate dagli angloamericani come l'Italia o la Germania Ovest i nazifascisti sono stati reintegrati nell'esercito, nei servizi segreti, nella NATO e nella burocrazia statale. Questa è la verità storica che nessun revisionismo potrà mai cancellare.
 9 Ricordare la Shoah
Scritto da Antonio, il 30-01-2009 14:47
Il 27 gennaio si celebra in tutta Italia il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. In tale ricorrenza sul territorio nazionale vengono organizzati incontri, cerimonie di rievocazione dei fatti e momenti comuni di riflessione per mantenere viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia dell’Europa e del nostro Paese, allo scopo di scongiurare il ripetersi di simili eventi. 
Conoscere e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo; per realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni differenti; per creare, infine, attraverso la valorizzazione delle diversità, una società realmente interculturale. Facendo emergere le pericolose insidie del silenzio di fronte all’oppressione, il ricordo della Shoah permette anche la maturazione nei giovani di un’etica della responsabilità individuale e collettiva.
 10 Ricordare l Shoah
Scritto da Antonio, il 30-01-2009 14:54
Il 27 gennaio si celebra in tutta Italia il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. In tale ricorrenza sul territorio nazionale vengono organizzati incontri, cerimonie di rievocazione dei fatti e momenti comuni di riflessione per mantenere viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia dell’Europa e del nostro Paese, allo scopo di scongiurare il ripetersi di simili eventi. 
Conoscere e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo; per realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni differenti; per creare, infine, attraverso la valorizzazione delle diversità, una società realmente interculturale. Facendo emergere le pericolose insidie del silenzio di fronte all’oppressione, il ricordo della Shoah permette anche la maturazione nei giovani di un’etica della responsabilità individuale e collettiva.


 
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