|
Licandro: «Salvatore Cuffaro la smetta e se ha un briciolo di dignità si dimetta» |
|
|
|
|
mercoledì 17 ottobre 2007 |
|
(15.10.07) - 8 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto d’ufficio. Questa la richiesta della pubblica accusa per il presidente della regione siciliana Salvatore Cuffaro al termine delle requisitoria di oggi al processo “Talpe alla Dda”
18 anni invece per l’imprenditore Michele Ajello, il cosiddetto “Re Mida” della sanità siciliana, accusato di associazione mafiosa. Per il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone il «processo ha svelato alcuni aspetti strategici e vitali per Cosa nostra, facendo emergere il coacervo di interessi illeciti che hanno accomunato mafiosi, imprenditori, professionisti ed esponenti delle istituzioni, compresi rappresentanti politici». Poi, in riferimento alla fuga di notizie attribuita al Governatore siciliano sull’esistenza di intercettazioni a casa del boss Guttadauro, che nel 2001 portò alla rimozione della microspia e alla neutralizzazione dell’indagine, Pignatone ha sottolineato la «gravità della condotta di Cuffaro, che in quei giorni veniva eletto presidente della Regione siciliana». Sempre oggi è arrivata la richiesta, da parte dei legali di Cuffaro, della remissione del processo per «legittima suspicione», a cui la Cassazione potrebbe rispondere in un arco di tempo che va da dieci giorni a due mesi. Reazioni contrapposte arrivano dal mondo politico: mentre il Cavaliere conferma «con forza» la sua solidarietà al presidente della Regione Sicilia e il leader dell’Udc Casini fa una «lunga ed affettuosa» telefonata a Cuffaro, Orazio Licandro capogruppo in Commissione Antimafia per il Pdci, tuona: «Cuffaro la smetta e se ha un briciolo di dignità si dimetta». Per Licandro la richiesta di rigettare il giudice naturale per legittima suspicione «è solo un penoso e intollerabile escamotage. Lo scontro interno alla procura di Palermo sui capi d’imputazione non può far venir meno la grave vergogna di una regione importante come la Sicilia, guidata da un uomo che favoriva le cosche mafiose. Ció che piú mi lascia sgomento - conclude l’esponente del Pdci - è l’inaudito silenzio delle più alte cariche dello stato che dovrebbero esercitare la giusta pressione e far capire a Cuffaro che non dovrebbe restare un solo minuto di più a ricoprire il ruolo di presidente delle regione Sicilia».
|
- Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
- Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
- E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
- Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
- Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.
|
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 AkoComment © Copyright 2004 by Arthur Konze - www.mamboportal.com All right reserved |