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“Noi non pagheremo la vostra crisi!” PDF Stampa E-mail
venerdì 24 ottobre 2008

Sample ImageSi moltiplicano anche a Messina le iniziative per il ritiro della L. 133/08 “Tremonti/Brunetta” e contro la “Riforma Gelmini”: tagli all’istruzione  e alla ricerca travestiti da riforme.

di Giacinta Previte, PdCI Messina e Ketty Bertuccelli, FGCI Messina

Così gli studenti, i precari della scuola, dell’università, gli insegnanti, i ricercatori rispondono a chi dopo anni di continui attacchi ha deciso di seppellire per sempre il diritto allo studio, il futuro dell’istruzione pubblica, dell’università, la libertà d’insegnamento, l’eguaglianza formale e sostanziale.

Si moltiplicano anche a Messina le iniziative per il ritiro della L. 133/08 “Tremonti/Brunetta” e contro la “Riforma Gelmini”: tagli all’istruzione  e alla ricerca travestiti da riforme. La prima tendente ad incidere in maniera devastante sul futuro dell’università, la seconda sulla scuola, entrambe dirette ad aggredire pesantemente tutto il sistema pubblico.

In particolare la L . 133/08 ha previsto:

·       il blocco delle assunzioni per i precari;

·       il vincolo alla spesa per nuove assunzioni;

·       il taglio ai Fondi di Finanziamento Ordinario di quasi 1500 milioni di euro entro i prossimi cinque anni;

·       la possibilità, con il solo voto del Senato Accademico, di trasformare le università in fondazioni di diritto privato che potranno aumentare deliberatamente le tasse (perché, a differenza delle università, non hanno vincoli istituzionali) e potranno essere finanziate da soggetti pubblici e privati.

Così le università cesseranno di essere università e cesseranno di essere pubbliche. Non è infatti irragionevole credere che i privati finanzieranno solo le fondazioni le cui ricerche  torneranno utili ai loro interessi, a detrimento delle altre formazioni culturali che strozzate dalla cronica mancanza di fondi sono votate a offrire un’istruzione scadente o a scomparire.

Così una legge approvata dal Consiglio dei Ministri, in soli nove minuti, stronca il ricambio generazionale (con il blocco del turn-over ogni cinque pensionamenti si procederà ad una sola assunzione); condanna gli studenti (solo quelli che potranno ancora permetterselo, ovviamente!) a pagare più tasse per una didattica dequalificata; consente ai privati di decidere della ricerca e orientarla; preclude la libertà d’insegnamento; prostituisce i saperi; ingabbia le intelligenze nelle tenebre dell’ignoranza;  indebolisce i futuri lavoratori.

Riteniamo, dunque, essere un dovere morale e civile di tutti costruire e difendere la consapevolezza democratica nel nostro Paese con un’opposizione dura, convinta e consapevole, una resistenza che non ci vedrà intimiditi nemmeno di fronte alla deriva autoritaria, reazionaria e squadrista insita nelle minacce del Presidente del Consiglio di militarizzazione delle università.

Rivendichiamo con forza il nostro diritto al futuro, l’inderogabilità dell’art. 3 della Costituzione (che sancisce l’eguaglianza formale di tutti i cittadini e pone in capo alla Repubblica il compito di garantire l’eguaglianza sostanziale, di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza della persona umana, impedendone il pieno sviluppo);  l’inviolabilità dell’art.  34 Cost. : “I capaci e meritevoli,anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Noi non pagheremo la loro crisi! Taglino i loro dannati stipendi, taglino i finanziamenti alle loro sporche banche, ma no.. non ci tarpino le ali!

Affinché il “pensare politico” si traduca in “agire politico”,  noi non smetteremo di lottare fino a quando la L. 133/08 non verrà abrogata.

Dalle assemblee che si sono tenute in diverse facoltà sono stati elaborati documenti, come quello votato il 23 Ottobre alla Facoltà di Scienze Politiche o ancora quello approvato il 22 Ottobre alla Facoltà di Lettere e Filosofia, per chiedere al Rettore una riunione APERTA del Senato Accademico, affinché esprima la propria netta e assoluta contrarietà alla L. 133/08 e ne chieda l’immediata abrogazione.

Sino ad allora molte e variegate sono le iniziative previste:

dalle lezioni che si terranno all’aperto il 29 Ottobre (giorno della votazione in Senato della legge), nei pressi di Piazza Cairoli, della Villa Mazzini, del Rettorato, della sede della Gazzetta del Sud, ecc., al blocco della didattica, alle assemblee, ai cortei.

Diverse manifestazioni si svolgeranno in questi giorni:

24/10  h  12:00 Facoltà di scienze (Papardo) – Aula  2 ASSEMBLEA

30/10   SCIOPERO GENERALE

31/10  h  10:00 Rettorato  ASSEMBLEA DI ATENEO

07/11  h  10:00 Piazza Antonello CORTEO CITTADINO

14/11  SCIOPERO GENERALE DELL’UNIVERSITA’.

Noi auspichiamo  che le iniziative si moltiplichino, che se ne dia ampia diffusione e che l’adesione sia massiccia.

Noi speriamo e lottiamo affinché l’istruzione sia diritto per tutti e non privilegio di pochi, affinché la Costituzione non sia tradita, affinché le coscienze sopite abbiano un sussulto, si scuotano dal loro torpore letargico, affinché s’infiammino gli animi contro i criminali che ancora oggi cercano di strappare all’operaio il diritto di sognare il figlio dottore.




  Commenti (2)
 1 Scritto da Giovanni Denaro, il 24-10-2008 16:09
Pienamente 
d'accordo...purtroppo vogliono rovinare una scuola pessima già di 
suo...
 2 GqyFVYDLdoXaaVNFpM
Scritto da Evaline, il 23-05-2011 16:42
This has made my day. I wish all piostgns were this good.

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