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Pio La Torre: l’uomo che sfidò Cosa Nostra PDF Stampa E-mail
mercoledì 30 aprile 2008

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 Era la mattina del 30 aprile 1982 quando sotto i colpi di Cosa Nostra morivano Pio La Torre, storica figura dell’antimafia civile e politica, autore di vere e proprie rivoluzioni legislative, e il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

In pochi istanti venivano entrambi barbaramente sfregiati dai colpi di mitraglietta dei due killer. Si consumava così uno dei più gravi attentati politico-mafiosi di una terribile stagione siciliana destinata ad eliminare presidenti di regione e ufficiali dei carabinieri, commissari di polizia, magistrati, giornalisti.

 

Sono trascorsi 26 anni da quel triste giorno di primavera, ma  è ancora molto importante ricordare questi due eroi capaci di trasmetterci il loro senso della morale e dell'etica.

 

Una vita straordinaria, quella di Pio La Torre tipico giovane  del Sud che si fa largo contando solo sulle proprie energie, poco conosciuta, interamente vissuta da protagonista nella battaglia per il riscatto della Sicilia.

 

Parte nel 1927 da una borgata di Palermo e, grazie alla sua determinazione, arriva sino ai piani più alti del PCI. A più riprese ai vertici provinciali e regionali, infine a Montecitorio e alla segreteria di Botteghe Oscure; dopo due anni chiede di ritornare in Sicilia  fra la sua gente, perché è nella sua terra che deve essere presente.

 Una vita spesa con il profondo convincimento che la mafia va combattuta non solo con la repressione delle forze dell’ordine e della magistratura ma anche con la mobilitazione delle coscienze e con la bonifica delle zone di influenza della criminalità.

Politica, soldi e mafia: ecco la santissima trinità che Pio La Torre cercò di “profanare”.

 

L’esempio più conosciuto è la legge che porta il suo nome, accanto a quello di Rognoni, che introduce il reato di associazione mafiosa (art. 416 bis del Codice penale) e permette il blocco e la confisca dei beni patrimoniali dei mafiosi.

 

La Torre con le sue idee e le sue lotte camminava in mezzo alla gente ed era parte integrante del popolo siciliano che lo riconosceva come uno di loro, sincero rappresentante, capace di parlare un linguaggio comprensibile a tutti.

 

E’ necessario ricordare Pio La Torre, come  vero esempio della politica che ognuno di noi dovrebbe praticare, capace di divenire strumento di cambiamento delle coscienze.

Ketty Bertuccelli coordinatrice provinciale Federazione Giovanile Comunisti Italiani




  Commenti (1)
 1 Scritto da Ercole, il 14-06-2008 10:26
E' di gente così che la nostra terra soffre la mancanza...

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