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Premesso che chi ha ucciso Giovanna Reggiani deve pagare la pena per il vergognoso atto che ha compiuto a prescindere dalla sua nazionalità e cultura, dobbiamo come forza politica giovanile, analizzare quello che sta avvenendo in questi giorni nel nostro paese. Ovviamente il crudele atto ha smosso gli animi della popolazione, soprattutto perché molta gente pensa che domani possa accadere di nuovo, e colpire ognuno in maniera indiscriminata. Ma a questo stato di psicosi collettiva contro lo straniero hanno contribuito sicuramente in maniera decisiva sia i politici che i media italiani. Tra i primi si è verificata una corsa tra chi avesse la linea più dura e giustizialista, corsa ovviamente partita dalla destra, in particolare dal capo di AN a Roma ovvero l'ex Ministro Alemanno e il suo ex alleato di corrente Storace, sempre alla disperata ricerca di visibilità per il suo nuovo soggetto politico La Destra. Entrambi insieme al capo dei capi Gianfranco Fini si sono scagliati contro tutti gli immigrati, chiedendo ancora più severità per i rimpatri! La risposta dell'ex sinistra non si è fatta attendere e per voce del capo che incarna la nuova stagione della politica italiana, la stagione buonista che vuole superare" l'odio politico", Walter veltroni che si è autoeletto ministro degli esteri appellandosi direttamente al Presidente della Romania per cercare una collaborazione per risolvere il problema della presenza dei cittadini di quel paese in Italia. Peccato che proprio il segretario del PD è anche il sindaco di Roma, lo stesso che ha lasciato proliferare gli accampamenti rom lasciandoli nella delinquenza e nel non rispetto di alcuna legge dello stato. Così da possibile accusato per l'accaduto è divenuto pubblico accusatore. Nonostante il dossier Caritas dia un resoconto preciso di una larga integrazione della popolazione straniera in Italia e del suo grande contributo all'economia del paese grazie soprattutto al lavoro, oggi ci troviamo purtroppo alla spettacolarizzazzione del crimine con il solo scopo di eliminare quel distinguo tra chi è integrato e chi vive ai margini della legalità, rendendo gli immigrati il capro espiatorio di una società fondata sul consumismo e l'individualismo e di conseguenza fondata sull'ingiustizia! Che un problema d'integrazione ci sia è fuori discussione, ma il metodo repressivo non può essere quello risolutivo, smontare "baracca e burattini" per usare le parole de "il manifesto", con ovvi riferimenti ai signori di cui sopra. Non può essere la soluzione perché la massa degli sfollati si sposterebbe negli altri campi o ne formerebbero di nuovi! Senza una risoluzione organica del problema quindi non si riuscirà a trovare una soluzione definitiva e questa strada non può prescindere dall'integrazione e dall'opportunità che ogni persona appartenente a qualsiasi popolo che si trova costretto a migrare deve avere una possibilità di riscatto. Dobbiamo quindi diffidare da chiunque, politici e media, che approfittando dell'increscioso gesto di un folle sbattono il mostro in prima pagina e mettendo alla sbarra un'intera comunità composta per la maggioranza da onestissimi lavoratori. Valerio Nicolosi, Responsabile Politiche Sociali
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