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Vergognoso l'attacco di Berlusconi al defunto Enzo Biagi PDF Stampa E-mail
lunedì 18 febbraio 2008

«Mi battei perchè rimanesse, ma lui e Santoro fecero uso indebito della televisione». Berlusconi parla di Enzo Biagi. «Prevalse il suo desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato». Berlusconi non prova vergogna a scagliarsi contro un morto. Non prova vergogna a nascondere la sua faccia sorridente dietro il dito della menzogna e della calunnia.

E’ assurdo pensare che oggi, evidentemente di nuovo in vena di sputare impressioni e sentenze aberranti, il Cavaliere tenti di scaricare le proprie responsabilità circa l’allontanamento dalla Rai di uno dei più grandi del mondo dell’informazione italiana. Ancor più grave è che per farlo Berlusconi utilizza frasi calunniose circa la probità e l’onesta di Biagi, colpevole probabilmente di aver raccontato, quasi in maniera isolata in Rai, la verità sui nefasti risultati che il Berlusconismo ha prodotto in questi anni per l'Italia, nel mondo dell’informazione e nel Paese. Enzo Biagi è stato messo alla porta in Rai proprio a causa del famigerato editto bulgaro berlusconiano, che da sempre ha tentato di imbavagliare e lottizzare la Rai per trarre vantaggio in ambito pubblicitario ed economico attraverso la sua industria televisiva. E’ incredibile come oggi Berlusconi abbia il coraggio di ritornare sull’accaduto, offendendo il giornalista (e con lui tutto il Paese) solo per portare argomenti insulsi ad una campagna elettorale che lo vede gia in netta difficoltà sul piano politico. Alla famiglia Biagi, e a tutti i giornalisti onesti che vedono in Enzo Biagi un esempio di altissimo profilo professionale ed umano, va la solidarietà della Fgci, nella certezza che oggi più che mai è necessaria una legge che neghi per sempre la possibilità ad un uomo politico di governare a vantaggio delle proprie aziende e dei propri privilegi personali.

Stefano Perri, responsabile comunicazioni Federazione Giovanile Comunisti Italiani




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