La giunta comunale di destra-centro-sinistra perde ancora altri pezzi: si dimette un assessore dell’area clerico-fascista. Ma il Sindaco Leto rimane incollato alla sedia nonostante i comunisti, da almeno due anni, ne chiedano le dimissioni. di Domenico Catalfamo*
La formazione ibrida che ha nelle proprie mani le sorti del Comune di Castroreale continua a dar prova della propria inconsistenza. Dopo la defenestrazione, ad opera del Sindaco, di un assessore della frazione Protonotaro facente capo al centro-destra berlusconiano, un altro componente della Giunta, espressione del gruppo clerico-fascista della frazione Bafia, ha deciso di dimettersi dopo un lungo, imprecisato periodo di autosospensione, adducendo motivi risalenti ai “rapporti sfilacciati, che hanno incrinati gli equilibri che avevano portato la coalizione a vincere le elezioni” (“Gazzetta del Sud” di giovedì 23 giugno 2011). Il Sindaco Leto, che apparterrebbe al Partito Democratico e gode del sostegno del gruppetto dei nipotini del defunto PCI, oggi anch’essi PD, ma con rapporti più che cordiali con gli ex DC, avversari storici dei comunisti ed anticomunisti per costituzione, non accenna a trarre le dovute conclusioni da un’esperienza fallimentare, basata unicamente su una logica spartitoria, che, peraltro, non ha funzionato. I comunisti del circolo “Francesco Lo Sardo” di Bafia, rappresentati dal sottoscritto, che ha preso la decisione di non pentirsi e di mantenere fino alla fine la propria scelta ideale, già da almeno due anni chiedono all’avv. Leto di dimettersi dalla sua carica. Ma tale invito è stato sempre respinto da un personaggio che in più occasioni ha fatto uso di termini arroganti nei confronti dei suoi critici. La logica più elementare suggerirebbe di porre fine a una situazione di immobilismo che non è certo fatta per risolvere i gravi problemi che incombono, e che sono destinati ad aggravarsi. A questo punto dovrebbero esistere le condizioni perché il Consiglio Comunale voti la sfiducia al Sindaco. Ma non lo si fa, perché evidentemente nessuno vuole andare a casa. Lo scossone dovrebbe partire dal basso, dai cittadini e dalla cosiddetta “società civile”, anch’essa però impigliata nelle panie del clientelismo. Noi comunisti, anche in una situazione che potrebbe apparire disperata e disperante, non cessiamo di esercitare la nostra testimonianza e rinnoviamo il nostro appello a chi vuol sentire: Basta con lo strapotere di una casta di predoni e di irresponsabili! Basta con la viltà dei molti che chinano la testa e pensano ai fatti propri! Basta, se non si vuole che sia troppo tardi e che la ripresa diventi impossibile. Domenico Catalfamo, Circolo Comunista “Francesco Lo Sardo” di Bafia-Castroreale * già Vicesindaco di Castroreale
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