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Assemblea a Milazzo, la realzione di Cristoforo Tramontana PDF Stampa E-mail
domenica 22 gennaio 2017

Sample ImageCristoforo Tramontana, segretario della Sez. "Ventunounoventuno" del Pci di Milazzo: "Il 26 giugno scorso a Bologna è stato ricostituito il Partito Comunista Italiano e noi, qui a Milazzo, abbiamo fermamente lavorato prima e dopo per poter formare una Sezione che diventi propulsiva per l’espansione di quel programma e di quegli ideali che nel 1991 furono bocciati (e con loro la nostra storia) in quel famoso aborto della Bolognina che noi non accettammo mai. L’auspicio è che il Partito possa radunare tutti i Comunisti d’Italia. L’obbligo che oggi noi Comunisti ci imponiamo è quello di tornare in mezzo alla gente, a fianco dei Lavoratori nelle fabbriche, nelle campagne, nelle piccole aziende, tra gli artigiani e soprattutto nelle famiglie".

 Sample ImageCare compagne e cari compagni,
la parte finale del 2016 è stata occupata integralmente dalla lotta contro la sopraffazione che la nostra Costituzione stava subendo ed il nostro Partito, seppure senza risorse, si è impegnato al massimo per frenare quell’avanzata liberista imposta dall’ex Primo Ministro e attuale segretario del PD.
Parecchi compagni tesserati o vicini al PCI si sono impegnati in conferenze e nell’informazione diretta, esponendo le ragioni per le quali la Riforma Renzi-Boschi andava bocciata senza appello ed il risultato referendario ci ha dato ragione. Un uomo solo al comando fu Fausto Coppi, ma a scalar montagne e non a governare uno Stato.Il 26 giugno scorso a Bologna è stato ricostituito il Partito Comunista Italiano e noi, qui a Milazzo, abbiamo fermamente lavorato prima e dopo per poter formare una Sezione che diventi propulsiva per l’espansione di quel programma e di quegli ideali che nel 1991 furono bocciati (e con loro la nostra storia) in quel famoso aborto della Bolognina che noi non accettammo mai, ma che oggi continua incessantemente a trascinarsi verso lidi capitalisti e posizioni distanti anni luce da ciò che può essere inteso come “peculiarità delle dottrine di pensiero Comuniste”.

L’auspicio che il partito possa radunare un giorno tutti i Comunisti d’Italia ci deve dare lo stimolo ad iniziare questo percorso con l’entusiasmo più intenso, nella ferma convinzione che la fasce più deboli della popolazione, oggi alla mercé delle politiche liberiste partecipate e messe in atto da tutti i partiti dell’arco parlamentare, necessitano di nuovo di essere rappresentate. Né tanto meno un vero Comunista potrebbe mai farsi irretire dalle torbide svenevolezze di quanto comici e manager ambigui propagandano, urlando ed insultando, nel chiaro intento di camuffare, nei loro vaniloqui, ideologie fasciste e pericolosamente reazionarie.

Il berlusconismo ha anteposto la privacy della propria dimora, allo sfruttamento della prostituzione e dei minori, alle intercettazioni giudiziarie e alla latitanza dalle aule dei tribunali. L’avvento di Monti ha permesso un indegno apparentamento tra PD e PDL che, con il lacrime e sangue, ha definitivamente sepolto quel poco di sinistra che era rimasta. Infine, la violenta incursione, azzardata da Renzi, sulla Carta dei Diritti riformata da chi non aveva il potere/dovere istituzionale e costituzionale per farlo, indirizzata a favorire banche, industriali e poteri sia di stato sia occulti. La Costituzione non è una barzelletta che può essere abbellita a proprio piacimento; noi Comunisti sosterremo sempre che il Parlamento è l’unico organo istituzionale che ha il compio di discutere le riforme e mai nessun governo potrà permettersi di redigere modifiche e di girovagare per il paese in cerca di consensi.

Tutto questo si è avuto, con il compiacimento di tanti italiani, proprio per la mancanza di una forza Comunista Anticapitalista e Antiliberista assente da troppi anni dalle Istituzioni, vittima di un potere autoritario che, camuffando leggi pro bipolarismo ha decretato la morte politica, per i partiti che avrebbero potuto ostacolare questo processo che ha portato l’impoverimento esponenziale delle fasce più deboli della popolazione, l'indebolimento consistente della classe media e un arricchimento sostanziale di chi governa e di coloro che stanno dietro le quinte a dirigere gli apparati.

Perfino le lusinghe di Obama nell’approvare pubblicamente il renziano progetto avevano un fine capitalista: l’interesse nel far passare il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, secondo il quale prodotti provenienti dagli USA dovrebbero entrare in Europa, e di contro anche in Italia, senza passare dai normali controlli igienico-sanitari, di provenienza e certificazioni di ogni genere. Non si tratta di bruscolini, appoggiare Renzi avrebbe significato garantire un futuro di commerci, anche illeciti, per miliardi di dollari o di euro a favore della presunzione nella vittoria della Clinton.

L’obbligo che oggi noi Comunisti ci imponiamo è quello di tornare in mezzo alla gente, a fianco dei Lavoratori nelle fabbriche, nelle campagne, nelle piccole aziende, tra gli artigiani e soprattutto nelle famiglie; quelle famiglie che fino ad ieri non arrivavano a fine mese e che oggi vengono sfrattate, vessate dai costi della scuola; quelle famiglie che oggi hanno rinunciato a curarsi e che vergognosamente ascoltano il martellante ritornello da più parti che “tutto va bene”, “la crisi è finita”; quelle famiglie che appartenevano alla medianità del contesto nazionale e che oggi sono ai margini della condizione di povertà; quelle famiglie che hanno ascoltato il loro Presidente del Consiglio definire “parsimoniose nell’accantonare fantomatici risparmi”.

Giornalmente si produce il più indecente martellamento mediatico con le menzogne più variopinte che un essere umano possa inventare; ai prati fioriti e agli uccellini cinguettanti hanno risposto in coro le agenzie di rating: le nostre lettere sono tre enormi BBB; B come Bugie che hanno ormai invaso tutti i propositi di governo; B come Babilonia, nella quale l’Italia è caduta inesorabilmente visto che la nostra Costituzione è disattesa quotidianamente soprattutto da chi sta in alto; B come Bancarotta … nonostante il potere d’acquisto di migliaia di famiglie sia sprofondato ai limiti della sopravvivenza nessun provvedimento viene attuato nei confronti degli indigenti anzi, la tracotanza di una sequela di governi nominati ha condotto addirittura a devolvere cifre pubbliche da capogiro a coloro che, sulla pelle dei correntisti hanno speculato negli investimenti e nelle concessioni di crediti non garantiti; tutto ciò sul sangue di centinaia di suicidi che si son visti negare perfino cifre irrisorie dagli stessi istituti di credito nei confronti dei quali e arrivato puntuale l’ausilio della politica.

È lapalissiano come questo processo liberista stia sconvolgendo la nostra società; le politiche europee in materia di Popoli, non sono mai esistite, l’incessante evoluzione di mercantificazione ha dato risultati devastanti e nonostante ciò si perseguono questi sistemi nel chiaro intento di recare sempre più ricchezza e potere alle fasce più abbienti.

L’oligarchia è dietro l’angolo in paziente attesa, e noi Comunisti siamo chiamati a vigilare ed a smascherare gli intenti elitari che si prospettano o che si propongono al popolo con le apparenze ed i linguaggi più disparati. La riforma costituzionale bocciata intendeva schermare le linee guida dettate dai potentati economici, perfino nel testo dell’interrogativo referendario.

Care compagne e cari compagni,

non è finita! Se ieri non è riuscito Renzi domani toccherà ad altri impegnarsi e riformare quella Costituzione elaborata dai Padri Costituenti e generata dal sangue della Resistenza; il Popolo sovrano non ha più ragione di esistere in un mondo che guarda solo a mercati e globalizzazione! Gli stati dovranno essere assoggettati alle politiche finanziarie ed al trading dei mercati, il capitalismo vuole ingoiare tutto perfino la nostra dignità!

In un’epoca nella quale il sistema abbraccia sfacciatamente il capitalismo liberale, noi comunisti non possiamo esimerci dal contrapporre il nostro grido contro le manovre che stanno distruggendo anni di lotte del partito ed anche sindacali, che hanno conseguito significative conquiste politiche, sociali e culturali. La chiara intenzione di ridurre in schiavitù il mondo del lavoro, il disegno di creare un condizione sociale composta da precari assoggettata a ricatti ed umiliazioni è iniziato già dal tempo di Berlusconi, e continua fino ad oggi con il governo di questo Partito Democratico che con la sinistra non ha più argomenti per rapportarsi, figuriamoci con noi comunisti. Sin dall’epoca del voto utile dimostrarono la loro risoluta fermezza per destabilizzare quell’intesa che ancora si manteneva su alcuni punti programmatici; oggi idee e progetti hanno fini espressamente antitetici dai nostri.

Le fallimentari politiche occupazionali intraprese dal PD di Matteo Renzi, hanno incanalato il comparto dei lavoratori verso un futuro sempre più incerto ed equivoco; le tanto blasonate “tutele crescenti” perdono inesorabilmente efficacia di fronte all’abolizione dell’articolo 18; tanto più prosperano altrettanto ineluttabilmente sfioriscono, sotto la minaccia di un licenziamento che per quanto illecito e premeditato possa risultare, sarà contraccambiato con un risibile indennizzo.

Perfino la Corte Costituzionale appare indirizzata politicamente nelle proprie decisioni contro le fasce più deboli della popolazione; ciò che un tempo era considerato plausibile oggi diventa per incanto inammissibile; il referendum per il reintegro dell’art. 18 bocciato dallo stesso collegio giudicante, che nel 2005 autorizzò la richiesta presentata dai radicali per abolire la clausola di garanzia dei lavoratori. L’articolo 18 fu all’epoca sottoposto a referendum che ne richiedeva l’abolizione (stravinto dal fronte del NO con l’80% dei suffragi) in netta incompatibilità con l’attuale sentenza che oggi non ammette l’opportunità per il ripristino dello stesso. Misteri della subalternità di nomina!

La deriva capitalista e liberista ormai radicata nell'epoca della globalizzazione, ha fatto perdere inesorabilmente il concetto di "valori" per i quali, soprattutto il nostro paese, ha toccato limiti esiziali. In primo luogo la solidarietà non trova più spazio; l'ostile trattamento verbale, morale e fisico, indirizzato verso coloro che miserevolmente sono sfuggiti agli orrori, è indegno per una nazione civile.

La mistificazione ai nostri giorni è diventata un fattore portante ed un valore aggiunto a quello che un tempo si intendeva “il politichese”; sentiamo da più parti ambigui personaggi onnipresenti nei talk, infierire su quanti per ragioni molto diverse ma di certo gravi, cercano speranza e rifugio nelle terre oltre orizzonte; perseguitati, derelitti, oppressi, infelici costretti ad abbandonare il loro mondo, le loro abitudini e i loro cari spesso già seppelliti, azzardano lunghe e pericolose traversate terrestri e marine nella più cosciente disperazione di trovare serenità e futuro. Bambini che non hanno mai conosciuto dimora, nati in questi interminabili viaggi angoscianti che non sanno cos’è il gioco, cos’è il sorriso, cos’è il calore di un fuoco in questo gelido inverno. Nessun privilegio è stato mai concesso a costoro, nonostante impostori consapevoli di ingannare, predicano di I-phone, di alberghi e di diarie giornaliere; gli sciacalli seminatori di odio, oggi contrappongono i senzatetto che muoiono al freddo con i migranti ospitati negli alberghi i cui gestori hanno dato spontaneamente la disponibilità ad ospitarli. Non si può accendere un conflitto tra diseredati per fini elettorali o peggio demagogici, con gli slogan non si lavano le coscienze; la società deve fare un approfondita riflessione sulla degenerante condizione creatasi in un’Europa che, dopo aver messo al margine interi popoli con il ricatto del debito sa condividere solo politiche finanziarie rifiutando il confronto sul perché e sulle soluzioni dei flussi migratori incontrollati.

Si continua a costruire e diffondere tecnologie all’avanguardia per far bene le guerre: missili, droni, aerei invisibili, bombe silenziose, contro ogni principio di moralità, si continua ad erigere muri e reticolati rigorosamente vigilati per respingere migliaia di inermi oppressi e rifiutati, la solidarietà è ormai un concetto trapassato per preoccuparsene, ma noi Comunisti dobbiamo essere il baluardo per le future generazioni affinché non esistano cittadini suddivisi in categorie per meriti ereditari, affinché gli interventi urgenti abbiano lo scopo di risanare le disparità per la realizzazione di una società libera, ugualitaria e solidale.

La ricchezza accumulata da un’esigua minoranza di super ricchi sta crescendo a dismisura nel mondo; nonostante da otto anni questa recessione non allenta la morsa i potentati economici non nascondono le loro ingorde aspirazioni. Lo scorso anno tale Christine Lagarde, direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale, espresse il suo parere sullo status della stasi economica e sulle misure per arginare la crisi: <<Le implicazioni finanziarie del vivere più a lungo sono enormi, i costi già ampi dell’invecchiamento della popolazione aumenteranno in maniera esponenziale, pesando così sui conti pubblici e privati>>; la strategia per evitare il peggio espressa dalla eminente statista è risultata semplice: <<due semplici mosse, valide indistintamente in qualsiasi paese: aumentare i contributi versati da parte dei lavoratori ed alzare l’età pensionabile.>> Tutte queste asserzioni sono l’esempio lapalissiano di come il capitalismo, nel classico stile neoliberista, operi in ogni condizione e con ogni mezzo per lo smantellamento del sistema previdenziale e dell’intero stato sociale, eliminando nei modi più drastici quanto vi è di ostacolo tra il potere dei mercati dell’alta finanza ed i diritti dei Popoli liberi.

Care compagne e cari Compagni,

l’assenza di politiche anti liberiste ci pone in un contesto che non ci appartiene; le manipolazioni populistiche che per troppi decenni ci hanno identificato con quel PD dell’intrigato patto per Monti, pesano gravemente sulla nostra identità. Il PD non è né sinistra né tanto meno Comunista ed è compito di ognuno di noi ribadirlo in ogni dove. Il comunista non produce Job Acts, il comunista non abolisce tutele, il comunista non demolisce Costituzioni, il comunista non consegna i pensionati alle grinfie bancarie con l’Anticipo PEnsionistico, il comunista non patteggia con le destre xenofobe.

Nel dna di ogni Comunista è racchiuso l’amore per il popolo e nel contempo il comunista interpreta i bisogni di questo popolo, organizzandoli e restituendoli sotto forma di “pedagogia politica”. Il partito per noi Comunisti era ed è l’organizzazione politica che interpreta le esigenze del Popolo iniziando dalle fasce più deboli. Una forza di opposizione Comunista presente sul territorio e vigile nelle istituzioni può fronteggiare, anche in parte, lo scempio liberista al quale assistiamo giornalmente; non è vero che la storia ha chiuso i libri sulle ideologie Comuniste, come qualcuno afferma spesso: sono gli uomini che si son fatti obnubilare dalle forme più becere della politica.

La storia tornerà implacabilmente ad affermare i principi dell’Internazionale Comunista a salvaguardia di coloro che momentaneamente patiscono l’insaziabile assolutismo capitalista.




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